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Il libro italiano nel mondo

Da non perdere

Approfondimenti

  • Leonardo da Vinci in altre lingue

    È ancora molto diffuso l’uso, canonizzato in ambito internazionale dai pioneristici e imponenti lavori di Jean Paul Richter (The Literary Works of Leonardo da Vinci, I ed. 1883; II ed. 1939, co-curata dalla figlia Irma A. Richter) ed Edward Mac Curdy (The Notebooks of Leonardo da Vinci, I ed. 1939), di pubblicare antologie di scritti leonardiani, organizzate su base tematica e/o per generi letterari, spesso integrate da un corpus d’illustrazioni. 

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  • Libri italiani di storia dell’arte all’estero: alcuni casi esemplari

    L’italiano è da sempre la lingua franca della storia dell’arte. È raro imbattersi in storici dell’arte non italiani, in passato specialmente del Rinascimento e del Barocco, che non conoscano e parlino correntemente l’italiano: una condizione non solo relativa a uno specifico ambito di specializzazione, come è facile immaginare, ma anche un riconoscimento al prestigio di una disciplina che ha avuto storicamente in Italia uno dei suoi epicentri più importanti e vitali. Forse, anche per questo motivo, la fortuna del libro di storia dell’arte italiano può configurarsi come una piccola enclave all’interno della già ristretta circolazione internazionale della saggistica italiana, potendo di fatto gli specialisti del settore attingere direttamente, e senza particolari difficoltà, alle fonti in lingua originale. Del resto, non c’è curriculum serio di storico dell’arte nel mondo che non accrediti esperienze di studio e di ricerca in Italia.

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  • Antichisti all’estero: la storiografia del mondo antico dall’Italia alla Francia

    Il tema del rapporto con il mondo antico, negli ultimi tempi, è tornato – con qualche forzatura e un’irrinunciabile tendenza al sensazionalismo – prepotentemente al centro del dibattito pubblico. A dispetto di una (temuta) marginalizzazione delle discipline “classiche” nel mondo occidentale, il richiamo all’antichità greca e romana continua a esercitare un certo fascino nel lettore medio europeo ed extra-europeo.

    Tra i narratori contemporanei del mondo antico, si segnala un nutrito gruppo di autori italiani – addetti ai lavori e abili divulgatori – che hanno saputo intercettare il gusto e le attese dei “neofiti” dell’epoca classica al di fuori dei confini nazionali, in particolare tra il pubblico d’oltralpe.

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  • Tecnica e malinconia. Vasco Graça Moura traduttore di Dante

    Chi si fosse voltato indietro alle soglie del terzo millennio, avrebbe finito per pensare che, in Portogallo, Dante Alighieri non avesse incontrato l’interesse di umanisti, poeti e letterati. Poche traduzioni e poco riuscite della Commedia, fatta eccezione forse per quella portata a termine da tre poeti come Fernanda Botelho, Sophia de Mello Breyner Andresen e Armindo Rodrigues, a metà degli anni Sessanta del Novecento: una condizione che si presentava come il riflesso di una difficile penetrazione dell’opera di Dante nella cultura lusitana, diametralmente opposta alla fortuna di cui ha goduto, sin dal Quattrocento, quella di Petrarca.

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  • Echi di Trieste nell’editoria francese (seconda parte)

    Nel complesso periodo post-bellico, due romanzieri vengono tradotti in francese, spesso sulla scia immediata delle loro pubblicazioni in lingua originale: Pier Antonio Quarantotti Gambini, già nel 1949, con L’onda dell’incrociatore (Les Régates de San Francisco), prima di diversi altri romanzi e raccolte di versi o di prosa che André Pieyre de Mandiargues ha occasionalmente prefato (La calda vita nel 1964, La Vie ardente, o Al sole e al vento nel 1982, Soleil et Vent); e Renzo Rosso (L’adescamento nel 1963, Un été lointain, che lascia aperte le fratture della sua città, e La dura spina nel 1965, L’Écharde; i racconti di Gli uomini chiari seguiranno nel 1989, Les Hommes clairs).

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  • Il libro italiano in Germania e la sua diffusione

    Addentrarsi nel panorama della narrativa e saggistica italiana, tradotta in tedesco, vuol dire anche e innanzitutto partire da alcune considerazioni che riguardano le ottime politiche a sostegno della lettura e dell’editoria che vengono promosse in Germania. Particolarmente ricco è infatti qui il panorama delle iniziative orientate alla promozione della lettura. Dalle due principali fiere del libro tedesche, quella di Lipsia e quella di Francoforte, a tutte le manifestazioni concepite per formare ed educare alla lettura i più giovani, fino ai generosi fondi per le traduzioni.

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  • Intervista a Gustav Sjöberg, poeta, saggista e traduttore

    Gustav Sjöberg, scrittore e traduttore, vive a Stoccolma. Traduce da diverse lingue, tra cui l’italiano, il latino e il tedesco. Tra i suoi libri più recenti: zu der blühenden allmaterie. über die natur der poesie (Matthes & Seitz, Berlin, 2020) e apud (OEI, Stoccolma, 2017). Ha tradotto dal latino: Dante Alighieri, De vulgari eloquentia / Om vältalighet på folkspråket (I Libri di Cartaditalia, Istituto Italiano di Cultura, Stoccolma, 2012) e dall’italiano: Andrea Zanzotto, Gli sguardi i fatti e senhal / Blickarna händelserna och senhal (I Libri di Cartaditalia, Istituto Italiano di Cultura, Stoccolma, 2012); Giacomo Leopardi, Moraliska småskrifter (Celanders, Lund, 2015); Giorgio Agamben, Barndom och historia (OEI,  Stoccolma, 2018); Giordano Bruno, Om band i allmänhet (Eskaton, Malmö, 2019) Gianni Carchia, Från framträdelse till mysterium. Romanens födelse (h:ström, Umeå, 2020).

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