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12 Gennaio 2022

Leonardo da Vinci in altre lingue

Autore:
Roberto D’Urso (Università di Napoli L’Orientale – Université de Caen-Normandie)

È ancora molto diffuso l’uso, canonizzato in ambito internazionale dai pioneristici e imponenti lavori di Jean Paul Richter (The Literary Works of Leonardo da Vinci, I ed. 1883; II ed. 1939, co-curata dalla figlia Irma A. Richter) ed Edward Mac Curdy (The Notebooks of Leonardo da Vinci, I ed. 1939), di pubblicare antologie di scritti leonardiani, organizzate su base tematica e/o per generi letterari, spesso integrate da un corpus d’illustrazioni. Simili operazioni editoriali se hanno l’indiscutibile pregio di attribuire un ordine e una forma ai magmatici appunti di Leonardo, rendendoli in questo modo disponibili a un pubblico anche molto vasto, tendono a spezzare, soprattutto nelle raccolte di taglio più divulgativo, quell’intreccio complesso di parola e immagine di cui si compongono le carte del maestro di Vinci, e impediscono talora di percepire il dialogo vigente tra brani contigui sulla singola facciata, che finiscono dislocati in sezioni distinte a seconda del criterio di ordinamento prescelto. Nonostante ciò, un attento scandaglio bibliografico conferma come questa impostazione si sia largamente imposta su scala globale, rappresentando ad oggi la forma più diffusa per la presentazione ai lettori delle pagine leonardiane.

Restringendo il campo soltanto agli ultimi vent’anni, si contano numerose pubblicazioni di antologie leonardiane, che tendenzialmente attingono ancora il testo di riferimento dai due esempi illustri di Richter e Mac Curdy. In Francia, seconda patria di Leonardo, e dunque paese da sempre molto attento a tutto ciò che pertiene la sua opera, Christophe Mileschi ha curato due volumetti dedicati ai testi riconducibili a modelli più spiccatamente letterari, Maximes, fables & devinettes e Hommes, bêtes et météores (usciti rispettivamente nel 2001 e nel 2007, per i tipi di Arléa); è stata pubblicata da Gallimard nel 2005 (poi ristampata nel 2015) una fortunata selezione di estratti dai Carnets (ovvero l’antologia di Mac Curdy, con la storica traduzione di Louise Servicen, conclusa nel 1942), intitolata Prophéties précédé de philosophie et aphorismes, mentre nel 2019, in occasione dei 500 anni dalla scomparsa di Leonardo, è stata ripubblicata, sempre per Gallimard (collection «Quarto»), l’intera raccolta dei Carnets, accompagnata da numerose illustrazioni, con introduzione di Paul Valéry e il commento di uno specialista di studi leonardiani quale Pascal Brioist. 

Anche in area anglosassone, il fascino esercitato dalla figura del grande artista toscano ha incoraggiato una cospicua produzione di antologie di suoi scritti. Oltre alla ripubblicazione delle raccolte ormai “classiche” (da segnalare, in tal senso, la ristampa dei Notebooks, a cura di Irma A. Richter, uscita nel 2008 per la collana Oxford’s World Classics, arricchita da una prefazione di Martin Kemp e da una introduzione di Thereza Wells), è opportuno menzionare alcune compilazioni di taglio divulgativo, prive di un commento puntuale e corredate di alcune immagini, come il volume a cura di William Wray, Leonardo da Vinci in His Own Words (2005), e l’antologia curata da Emma Dickens, The Da Vinci Notebooks (I ed. inglese 2005; I ed. USA 2006). Differente, invece, l’impostazione adottata dalla studiosa statunitense H. Anna Suh nel volume Leonardo’s Notebooks (I ed. 2005, Black Dog & Leventhal), che comprende un’ampia scelta di riproduzioni di fogli leonardiani, associate alla trascrizione – in traduzione inglese – dei passi ivi contenuti; a ciascuna delle diverse sezioni tematiche di cui consta il libro è, inoltre, premessa un’introduzione della curatrice. La formula sperimentata dalla Suh è risultata piuttosto convincente, tanto da meritare al volume, a sua volta, traduzioni in diverse lingue (spagnolo, tedesco, francese e polacco).

 Numerose edizioni di scritti scelti leonardiani si registrano anche nella penisola iberica. Per quanto riguarda le trasposizioni in lingua castigliana, nel 2003 è apparso, per EDIMAT, il volume Cuaderno de notas, selezione di brani tradotti da José Luis Velaz, con introduzione di Miguel Angel Ramos; nel 2005 è stata proposta ai lettori spagnoli la nota antologia leonardiana di Scritti letterari allestita da Augusto Marinoni, nella traduzione di Giovanna Gabriele Muñiz (Escritos literarios, ed. Alianza), mentre un’altra raccolta di passi leonardiani, tradotti da Celia Akram, è stata data alle stampe nel 2015, nuovamente col titolo di Cuaderno de Notas (ed. Pluton). A queste vanno aggiunte l’edizione portoghese, Bestiário, fábulas e outros escritos (ed. Assírio & Alvim, 2005), tradotta da José Colaço Barreiros, e quella in catalano, Profecies i altres textos, tradotta dalla scrittrice Susanna Rafart i Corominas.

In Germania, si devono alla responsabilità di una traduttrice di vaglia quale Marianne Schneider le pubblicazioni – per Schirmer/Mosel – di un’antologia di scritti leonardiani dedicati ai moti dell’acqua, Das wasserbuch (I ed. 1996; rist. 2012), e di un agile volumetto intitolato Die Aphorismen, Rätsel und Prophezeiungen (ovvero Gli aforismi, gli indovinelli e le profezie; I ed. 2003). Un’altra sintetica raccolta di estratti dai taccuini leonardiani, corredata da illustrazioni, dal titolo Aus den Notizbüchern (Deutscher Taschenbuch, 2007), è stata curata e tradotta da Isabella Maurer.

Restando in Europa settentrionale, è senz’altro da ricordare la particolare fioritura di pubblicazioni concentrate tra Belgio e Paesi Bassi, il cui merito va attribuito essenzialmente al lavoro di traduzione del poeta fiammingo Patrick Lateur, curatore di alcune pregiate raccolte tematiche, Fabels, Raadsels & Voorspellingen, Maximes – ovvero Fiabe, Indovinelli e profezie, Massime (rispettivamente 2001, 2006 e 2009, ed. Uitgeverij P), Bestiarum (ed. Voltaire, 2007), e del più corposo volume Leonardo literair, uscito nel 2019 per Athenaeum-Polak & Van Gennep, che raccoglie e integra il frutto delle fatiche precedenti. 

Infine, a riprova della popolarità realmente vastissima di cui gode l’artista di Vinci, si segnala rapidamente che antologie di brani estratti dai suoi taccuini sono state pubblicate anche in Polonia (Pisma Wybrane, 2002), Serbia (Sveske Leonarda da Vincija, 2011) Romania (Jurnal, 2013) e Ungheria (Aforizmák és rajzok, 2014).