Il vincolo della vergogna. Letture oblique
di Ginzburg, Carlo
«Il paese al quale apparteniamo non è, come vuole la retorica, quello che si ama, ma quello di cui ci si vergogna, o di cui ci si può vergognare»: questa frase, tratta dal saggio che dà il titolo al nuovo libro di Carlo Ginzburg, ha suscitato, dopo un attimo di sconcerto, il consenso delle persone più diverse, anche se il peso della vergogna cambia a seconda dei tempi, e da paese a paese. Ma il vincolo che deriva dalla vergogna ci invita a riflettere sui limiti della nozione stessa di individuo: il filo conduttore dei saggi qui raccolti, che affrontano in maniera obliqua un autore, un libro, un’immagine, una frase, addirittura una parola. L’analisi approfondita di casi particolari apre la strada a una serie di generalizzazioni, a risposte che provocano altre domande. Parlare di microstoria, a proposito di questa strategia cognitiva, sembra legittimo: ma i risultati sono più importanti delle etichette. Chi legge è invitato a condividere la gioia della ricerca, e l’incontro con l’inaspettato.
- Casa editrice Adelphi
- Anno di pubblicazione 2026
- Numero di pagine 275
- ISBN 9788845940583
- Diritti stranieri b.alesci@adelphi.it
- Ebook disponibile
- Prezzo 28.00
Ginzburg, Carlo
Carlo Ginzburg, nato a Torino nel 1939, insegna alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Presso Einaudi ha pubblicato, tra gli altri, I benandanti (1966); Il nicodemismo (1970); Il formaggio e i vermi (1976); Indagini su Piero (1981); Miti emblemi spie (1986). Per Feltrinelli sono usciti Occhiacci di legno (1998); Rapporti di forza (2001); Nessuna isola è un’isola (2002) e Il filo e le tracce (2006). Per Adelphi, Paura, reverenza, terrore (2015), Nondimanco (2018), La lettera uccide (2021).