Giorgio Bassani: l’edizione in traduzione inglese di tutta l’opera poetica
Autore: Valerio Cappozzo, University of Mississippi
La pubblicazione delle poesie di Giorgio Bassani in traduzione inglese rappresenta il punto di arrivo di un lungo processo di riscoperta della sua produzione lirica, rimasta per decenni in secondo piano rispetto alla più celebre opera narrativa. Se in Italia il 2021 ha segnato una svolta decisiva con l’uscita delle Poesie complete curate da Anna Dolfi, restituendo unità e centralità alla sua scrittura in versi, l’edizione bilingue (italiano–inglese) pubblicata da Agincourt Press a New York sancisce l’ingresso definitivo della poesia bassaniana nel canone della letteratura internazionale del Novecento.
Lo scrittore ha sempre considerato la poesia come il luogo più autentico della propria voce, lo spazio in cui l’esperienza storica e quella individuale si depositano senza le mediazioni della costruzione narrativa. La frattura originaria tra appartenenza e sradicamento, tra la dimensione ferrarese e la violenza della storia, dalle leggi razziali alla guerra, trova nei versi una forma di concentrazione estrema, capace di attraversare tempi e confini. È proprio questa tensione irrisolta, insieme etica e stilistica, a rendere la poesia di Bassani particolarmente adatta alla circolazione internazionale. I suoi testi non parlano soltanto di un luogo o di una vicenda storica, ma di una condizione più ampia, quella dell’individuo moderno sospeso tra memoria e smarrimento.
Il lavoro filologico e traduttivo di Roberta Antognini e Peter Robinson si inserisce con coerenza in questa prospettiva. The Collected Poems non è soltanto una raccolta completa, ma un progetto critico che fornisce al lettore anglofono l’intero arco della produzione poetica di Bassani, dalle prove giovanili segnate dal trauma del secondo dopoguerra fino ai testi tardi, attraversati da un disincanto ironico tendente all’autoderisione. La scelta di mantenere la scansione cronologica delle raccolte originali consente di cogliere come la poesia preceda e accompagni costantemente la prosa, fungendo da laboratorio linguistico e tematico dell’intera opera dello scrittore ferrarese. Molti temi presenti nei versi trovano infatti una chiara risonanza nella produzione narrativa: da Cinque storie ferraresi (1956) a Gli occhiali d’oro (1958), da Il giardino dei Finzi-Contini (1962) a Dietro la porta (1964), fino a L’airone (1968), L’odore del fieno (1972) e al ciclo del Romanzo di Ferrara (1974). Questi testi, pur appartenendo alla narrativa, sono spesso attraversati da una liricità sottile, un canto in prosa che si ritrova ancora più amplificato nei versi. Come ricordano i curatori nella loro Introduction, il percorso poetico di Bassani si articola in due grandi stagioni: una prima fase giovanile “in rima”, legata a una metrica tradizionale, rappresentata da Storie dei poveri amanti e altri versi (1945), Te lucis ante (1947) e Un’altra libertà (1951), raccolti in parte in L’alba ai vetri (1963); e una seconda fase matura, “senza” rima, più libera e moderna, che emerge in raccolte come Epitaffio (1974) e In gran segreto (1978). L’intero corpus viene infine riorganizzato dall’autore stesso nel volume In rima e senza (1982), di cui The Collected Poems costituisce la traduzione integrale.
Rispetto alla narrativa, la voce poetica di Bassani apre un’ulteriore dimensione essenziale della sua opera, uno spazio di maggiore concentrazione e vulnerabilità espressiva, in cui il linguaggio si fa più intimo e meditativo. Se la prosa costruisce mondi e strutture narrative complesse, la poesia procede per sottrazione, affidando alla densità del verso il compito di trattenere l’urto degli eventi. È qui che Bassani racconta la Storia con la “S” maiuscola sempre attraverso il filtro dell’Io con la “I” maiuscola, ovvero non come testimonianza oggettiva, ma come esperienza interiorizzata, ingigantita e resa emblematica. Eventi quali la persecuzione, la guerra e l’esclusione non vengono mai separati dal soggetto che li vive, ma assumono valore universale proprio perché attraversano una coscienza individuale che riflette e si interroga. In questo modo, la poesia bassaniana non rinuncia alla dimensione civile, ma la trasforma in esercizio critico e morale, facendo dell’Io lirico il luogo di sedimentazione di una memoria collettiva. L’intreccio tra esperienza personale e riflessione culturale genera così una forma poetica tesa, controllata, capace di dialogare con la tradizione senza mai adagiarsi in essa e di accogliere, con lucidità e rigore, le fratture della modernità.
In questa prospettiva, la pubblicazione oltreoceano delle poesie di Bassani non appare come un’operazione postuma o forzata, ma come il naturale proseguimento di un dialogo che lo scrittore intrattenne per tutta la vita con il mondo nordamericano. I frequenti soggiorni negli Stati Uniti e in Canada, tra l’insegnamento universitario, le conferenze, le lotte ambientaliste e le relazioni intellettuali, lo collocano in una posizione di mediazione tra la cultura europea e quella americana. Non sorprende, dunque, che proprio in Nord America la sua poesia abbia conosciuto, già a partire dagli anni Cinquanta, una precoce attenzione in lingua inglese, seppur frammentaria. The Collected Poems supera questa parzialità, offrendo al pubblico anglofono una visione organica che consente di leggere la poesia bassaniana come un corpus coerente, attraversato da forti continuità tematiche e da significative trasformazioni stilistiche. Come precisano i curatori nella Translators’ Note, l’intento è quello di permettere ai lettori di accedere ai diversi stili poetici praticati da Bassani nelle fasi iniziale e finale della sua opera, e di collocare la produzione narrativa entro la cornice delle raccolte poetiche.
La sfida traduttiva è in questo contesto centrale. La poesia di Bassani si fonda su un equilibrio delicato tra musicalità, precisione semantica e controllo emotivo. Tradurla significa confrontarsi non soltanto con la resa del senso, ma con una precisa postura etica della parola. Roberta Antognini e Peter Robinson adottano una linea di rigorosa fedeltà formale, evitando soluzioni esplicative o amplificazioni interpretative, opportunamente riservate alle note che accompagnano i testi. Il risultato è un controcanto in lingua inglese capace di restituire il ritmo e la densità dell’originale senza tradirne l’essenzialità.
Il valore del volume emerge anche dal ricco apparato critico e iconografico che accompagna i testi senza sovrastarli. Fotografie, manoscritti, copertine originali e una dettagliata cronologia contribuiscono a collocare Bassani entro una rete di relazioni culturali che travalica i confini nazionali. Dall’impegno antifascista al confronto con la cultura angloamericana, dall’azione civile come presidente di Italia Nostra all’attività editoriale per “Botteghe Oscure” e “Paragone”, fino alla direzione della collana di Feltrinelli “Biblioteca di letteratura”, Bassani emerge come un intellettuale costantemente orientato alla circolazione internazionale delle idee e dei testi.
La pubblicazione di The Collected Poems non è dunque soltanto un traguardo editoriale, ma un autentico atto di restituzione culturale. Riporta la poesia di Bassani in una lingua che egli stesso praticò come traduttore (da Ernest Hemingway a James Cain, fino a Emily Dickinson), e la consegna a una comunità di lettori per i quali le domande sulla memoria, sull’identità e sulla responsabilità degli intellettuali di fronte alla Storia restano di stringente attualità. In questo passaggio di lingua e di spazio geografico la voce di Bassani non si attenua, ma acquista nuove risonanze che fanno elevare la poesia oltre i confini linguistici e culturali.
Giorgio Bassani, The Collected Poems. Translated with an introduction and notes by Roberta Antognini and Peter Robinson, New York City, NY, Agincourt Press 2023.
https://www.agincourtbooks.com/bassani-the-collected-poems