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22 Aprile 2026

Intervista a Cristina Palomba e Vincenzo Ostuni, responsabili editoriali di Ponte alle Grazie

Autore: Laura Pugno

Intervista a Cristina Palomba e Vincenzo Ostuni, responsabili editoriali di Ponte alle Grazie

Per il ciclo di interviste di newitalianbooks sulle sigle editoriali italiane, oggi rispondono Cristina Palomba e Vincenzo Ostuni, responsabili editoriali della casa editrice Ponte alle Grazie.

 

Come raccontereste l’identità di Ponte alle Grazie ai lettori e alle lettrici di newitalianbooks all’estero? Quali sono le sue caratteristiche e i suoi punti di forza?

Quali scommesse, letterarie e non, hanno funzionato meglio in Italia ed eventualmente in altri Paesi e a vostro avviso, perché?

 

Spesso, nel raccontare Ponte alle Grazie, ci è stato utile partire dal nostro motto, che sta scritto sotto il ponticello del nostro marchio: Libri per cambiare idea. Ha una storia abbastanza recente: lo abbiamo pensato nel 2020 quando, risistemando il sito, abbiamo sentito il bisogno di dire “due parole” sulla nostra identità. Avevamo appena celebrato i trent’anni della casa editrice con una grande festa e edizioni speciali: il breve motto ci definiva a posteriori, dopo tanti anni di ricerca e lavoro, ma indicava anche una direzione per il futuro. Descrive bene, in effetti, chi siamo e di conseguenza cosa facciamo: cerchiamo voci capaci di disegnare nuovi orizzonti, che non percorrano strade già battute da altri, parole usate e usurate, che contraddicono gli stereotipi, mediante l’analisi, la critica anche serrata, ma anche il paradosso. Non a caso, uno dei titoli più antichi del nostro catalogo è L’arte del cambiamento, opera di Giorgio Nardone e Paul Watzlawick: descrive una tecnica d’intervento psicoterapeutico che aiuta a percepire la realtà in modo completamente nuovo e, di conseguenza, ad agire in maniera non convenzionale.

In questi anni, ventisei per Cristina Palomba e diciotto per Vincenzo Ostuni, condivisi in gran parte con il nostro compianto e «grande capo», Luigi Spagnol, abbiamo provato a tenere salda questa fiaccola, nella nostra caccia agli autori, italiani e stranieri, da pubblicare nelle nostre collane: una di Inchieste, per raccontare fuori dagli schemi l’attualità, la politica, la storia e la cronaca recente; una piccola e preziosa collana di poesia, classici tradotti e curati da poeti; una di Terapia in tempi brevi diretta dallo stesso Giorgio Nardone; Passi, in collaborazione con il Club Alpino Italiano, che racconta la montagna attraverso la voce di grandi narratori; la collana di narrativa letteraria Scrittori, vivaio creativo di stili, esperimenti e innovazione (la «serie gialla» di questa collana s’interessa di gialli e dintorni, tenendo sempre d’occhio la qualità letteraria); l’ampia collana-madre di saggistica, contenitore eccentrico e originale dove trovano spazio temi assai diversi: dalla filosofia al giardinaggio, dalla politica alla matematica, la fisica, la musica, le neuroscienze, il linguaggio, la psicoanalisi, la natura, l’arte. Pubblichiamo tra i cinquanta e i sessanta titoli all’anno e possiamo contare su un catalogo solido, con un cospicuo numero di titoli sempre presenti in libreria.

Vale forse la pena di nominare alcuni tra i nostri autori, per disegnare a tratti vividi la nostra identità e rispondere al contempo alla domanda su che cosa abbia «funzionato» per noi: Margaret Atwood, canadese, vincitrice di due Booker Prize, autrice del Racconto dell’ancella, una delle voci più originali e trasgressive della letteratura di oggi; Slavoj Žižek, filosofo e psicoanalista sloveno, tra i più discussi, originali, coraggiosi pensatori al mondo; Emanuele Trevi, i cui «ritratti dal vivo» pubblicati per i nostri tipi costituiscono la struttura portante della sua amatissima produzione letteraria; Pia Pera, della cui morte ricorre in questi giorni il decennale, autrice che ha trasformato la cronaca del giardino e dell’orto in letteratura; Ritanna Armeni, giornalista e femminista, che ha portato la rivoluzione femminile nel romanzo, riscrivendo la Storia dalla parte delle donne; Rebecca Solnit, attivista, scrittrice, critica d’arte, pensatrice tagliente e raffinata; Noam Chomsky, tra i massimi linguisti e i più acuti osservatori politici; Daniela Ranieri, raro talento letterario, per stile e sostanza, oltre che acuta osservatrice politica; Francesco Pecoraro, autore ormai entrato stabilmente, e con pieno merito, nel canone contemporaneo; Ann Patchett, libraia e scrittrice americana, narratrice della famiglia, della potenza delle relazioni; Norman Doidge, giornalista scientifico tra i primi a raccontare la neuroplasticità del cervello. I loro libri, e quelli di tanti altri autori, incoraggiano a interpretare il flusso del presente in modo progressivo, innovativo, non arreso, a nutrire tutte le nostre parti, capire e sentire, denunciare e scoprire: questa la nostra ricerca, per noi e per i nostri lettori.

Per quanto riguarda il pubblico estero, alcuni nostri autori hanno ricevuto numerose traduzioni: Emanuele Trevi su tutti, ma anche Francesco Pecoraro, Pia Pera, Ritanna Armeni e vari altri. Di un notevole peso anche le traduzioni dei libri di Giorgio Nardone, oggi punto di riferimento internazionale per la terapia breve strategica. Notiamo, forse, una minore difficoltà, negli ultimi dieci o quindici anni, nel reperire editori interessati alla nostra produzione, ma ci pare che la letteratura di consumo – com’è in parte inevitabile, forse – venga di gran lunga privilegiata. Non sempre, insomma, il valore letterario viene premiato in maniera adeguata dalle case editrici degli altri paesi, anche quando gli siano corrisposte da noi vendite interessanti o persino ottime. (Del resto, vale probabilmente l’analogo per le traduzioni verso l’italiano, con tante lodevoli eccezioni). Per questo ogni iniziativa, come la vostra, che miri a comunicare e sostenere la nostra letteratura non può non essere benvenuta e incoraggiata.

 

Intervista a Cristina Palomba e Vincenzo Ostuni, responsabili editoriali di Ponte alle Grazie
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