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Da Madrid: intervista a Valeria Ciompi, scrittrice, traduttrice e direttrice editoriale di Alianza

Autore: Laura Pugno, Istituto Italiano di Cultura di Madrid

01/10/2020

Da Madrid: intervista a Valeria Ciompi, scrittrice, traduttrice e direttrice editoriale di Alianza

Valeria Ciompi, nata a Caserta, all’età di dieci anni si trasferisce a Madrid dove risiede tutt’ora. Il suo percorso professionale ha attraversato il giornalismo, il cinema, la letteratura e il lavoro editoriale. Ha pubblicato numerose traduzioni e ha collaborato con varie riviste culturali. Ha pubblicato i romanzi Nueve largos (1993), El cielo que me tienes prometido (1998) e En el bar (2005), il suo ultimo romanzo. Dal 2001 è direttrice editoriale di Alianza.

Come riassumeresti l’identità della tua casa editrice agli editori, agli autori e ai lettori italiani?
Alianza è stata fondata nel 1966 da un gruppo di intellettuali su iniziativa di José Ortega Spottorno, figlio del filosofo José Ortega y Gasset, il quale, qualche anno più tardi, avrebbe contribuito anche alla nascita del quotidiano “El País”. L’obiettivo del progetto era di fornire alla società civile spagnola, negli ultimi anni della dittatura franchista, una raccolta di opere essenziali per la biblioteca di ogni cittadino colto. Alianza è una casa editrice multidisciplinare, con un catalogo di ben 4.000 titoli, che comprende opere di narrativa contemporanea e classica, ma anche di saggistica e di varia (gastronomia, cinema, musica etc.), rivolte sia al più largo pubblico sia a lettori specialisti.

Come sei entrata in contatto con il libro italiano e la letteratura italiana? C’è stato un episodio, un incontro, un evento particolare nella tua biografia o nella storia della casa editrice?
Occorre tener conto del fatto che la cultura italiana in Spagna è stata un punto di riferimento sia nel periodo del franchismo sia negli anni a seguire, grazie al cinema, alla letteratura e anche al lavoro di promozione dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e del Liceo italiano, che hanno rappresentato un’oasi di libertà. In Alianza, fin dalle sue origini, le opere dei grandi della letteratura italiana sono sempre state presenti, da Moravia a Pavese passando per Calvino. Alcuni diritti li abbiamo persi o sono passati ad altri. Nel mio caso, essendo italiana di nascita, ho cercato di non perdere il contatto con la letteratura italiana e con la filosofia contemporanea, anche se il riscontro da parte dei lettori non è stato sempre positivo.

Qual è, a tuo avviso, la particolarità della letteratura italiana e del libro italiano in generale, che cosa apporta al catalogo della casa editrice?
Al di là dell’affinità linguistica e culturale, credo che esista una maniera “mediterranea” di stare al mondo e di pensare, che proviene dalle comuni radici classiche e umanistiche. La rivendicazione di tutto ciò che è “inutile” che fa Nuccio Ordine è, a mio avviso, imprescindibile per far fronte a modelli molto più utilitari di conoscenza che non portano a nulla di buono.

Quali sono gli autori e le autrici italiane/i del tuo catalogo? Che tipo di libri e di autori italiani ti piacerebbe acquisire?
Dai classici come Dante, Cellini, Leonardo, Beccaria, Machiavelli, ai contemporanei come Buzzati, a pensatori come Gramsci, senza contare i classici greco-latini, fino ad arrivare a saggisti di oggi come Maffei, Bottini, Ferraris, Petrini, Rampin o Emilio Gentile e ad autori attuali come la giovanissima Loreta Minutilli o come Ben Pastor, autrice di una letteratura di genere molto esigente e che ha avuto un importante riscontro in Spagna. In un catalogo così ampio tutto trova spazio, purché risponda sempre a criteri di rigore e di qualità della scrittura.

Come si può fare per rendere (ancora) più strette le relazioni tra l’editoria italiana e spagnola? In linea generale, e in questo periodo in particolare?
È difficile dirlo. La comunicazione, lo scambio, la conoscenza reciproca… in un’epoca in cui non c’è tempo per nulla di tutto ciò. Abbiamo ottime collaborazioni con alcune case editrici italiane che hanno cataloghi molto simili al nostro. Fino ad ora le fiere sono state molto utili. Ma il vero aiuto si vede al momento della diffusione dell’opera. Far conoscere i nuovi autori, aiutare nella promozione del libro, organizzare attività che possano mettere in contatto i lettori spagnoli con nuove creazioni. La cosa più difficile è ottenere che il libro entri in contatto con i suoi potenziali lettori.

Che utilità può avere una piattaforma come newitalianbooks? In generale, e in questo periodo in particolare?
La conoscenza, lo scambio e l’accesso semplificato all’informazione. E dovrebbe esistere la volontà di unire tutte le forze per difendere e diffondere la cultura dei “Paesi del sud”.

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