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Intervista a Jean-Baptiste Passé, direttore del Festival du Livre de Paris

Autore: Paolo Grossi

08/05/2022

Intervista a Jean-Baptiste Passé, direttore del Festival du Livre de Paris

Intervista a Jean-Baptiste Passé, direttore del Festival du Livre de Paris

 a cura di Paolo Grossi

  1. Qual è il bilancio di questa prima edizione del Festival du Livre de Paris?

È stato un vero successo! Tre giorni di flusso inarrestabile! Il Grand Palais Ephémère era straboccante di pubblico e il Festival du Livre de Paris ha stabilito un record di presenze al Grand Palais Ephémère. Abbiamo totalizzato oltre 90.000 visitatori, contando anche tutti coloro che hanno partecipato ai numerosi incontri organizzati nelle 15 sedi satellite del Festival. Al di là delle cifre, la soddisfazione è soprattutto qualitativa. Gli editori presenti, gli autori invitati e il pubblico hanno condiviso una bella emozione collettiva. Se il luogo, la scenografia che abbiamo sviluppato e la vista della Torre Eiffel sono delle risorse straordinarie, il nostro successo è stato quello di mettere il libro al centro dell’evento, e tutti ce ne sono grati.

  1. Sulla base dell’esperienza acquisita, quali miglioramenti potrebbero essere introdotti l’anno prossimo?

Abbiamo realizzato questa trasformazione in pochissimo tempo con un collettivo, una struttura e degli strumenti embrionali. I dodici mesi che ci separano dalla prossima edizione ci permetteranno di fare molti aggiustamenti e miglioramenti. Stiamo entrando in una fase di debriefing con tutti gli espositori, che ci aiuteranno a elencare con precisione e in dettaglio i punti da correggere. Di certo, intendo intensificare la visibilità dei marchi editoriali, aumentare i luoghi di incasso, centrali e volanti, e incrementare la bibliodiversità, accogliendo più editori intorno a questo bel progetto.

  1. Nel 2023, l’Italia sarà l’ospite d’onore del festival. Come pensa che la presenza degli editori italiani possa essere promossa adeguatamente? Oltre agli spazi del Festival, pensa che sarebbe possibile immaginare eventi fuori sede, come avviene attualmente al Salone del Libro di Torino?

Il successo della partecipazione dell’India, nonostante la distanza fisica e i vincoli dovuti alla situazione sanitaria, ci fa sperare in una collaborazione ancora più fruttuosa con tutta l’editoria italiana. Prima di tutto, dovremo trovare il modo migliore per collegarci con il Festival Italissimo, che sta facendo un lavoro notevole da tanti anni e le cui date sono molto vicine alle nostre (21-22-23 aprile 2023). Lavoreremo poi a stretto contatto con gli editori attraverso i rappresentanti dell’AIE. Infine, anche se abbiamo avuto risultati molto positivi dall’estensione del Festival fuori dal Grand Palais Ephémère, non voglio creare una terza sede o un “off” dedicato all’Italia. Al contrario, vogliamo lavorare sull’ibridazione, gli incontri, gli incroci e le mescolanze affinché questa nuova edizione permetta l’emergere di autori transalpini in Francia. Non vedo l’ora di iniziare!

 

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