Goliarda Sapienza in altre lingue
Autore: Manuela Spinelli, Université de Rennes 2
Docente all’università di Rennes2, Manuela Spinelli è specialista di letteratura italiana contemporanea. Tra le sue pubblicazioni: Una ribellione mancata. La figura dell’inetto nella letteratura di fine Novecento, Verona, Ombrecorte, 2016; «Le parole nutrono». Per i cent’anni di Goliarda Sapienza, Firenze, Franco Cesati, 2025.
Le traduzioni letterarie sono sempre decisive per la circolazione delle opere; nel caso di Goliarda Sapienza (Catania 1924-Gaeta 1996) assumono un ruolo addirittura fondativo, poiché il destino della sua opera è indissolubilmente legato a una traduzione. La scrittrice siciliana muore infatti nel 1996 senza aver conosciuto un vero riconoscimento pubblico come narratrice. Come ricorda il marito Angelo Pellegrino, al momento dell’inumazione «nessuno accennò alle sue opere. Come poteva farlo se l’ultima pubblicazione di rilievo risaliva a molti anni addietro e soprattutto se quasi l’intera opera era rimasta inedita?» (Pellegrino in Sapienza, Lettera aperta, 2015, p. 151). In vita Sapienza aveva pubblicato quattro opere: Lettera aperta (Garzanti, 1967), Il filo di mezzogiorno (Garzanti, 1969), L’Università di Rebibbia (Rizzoli, 1983) e Le certezze del dubbio (Pellicanolibri, 1987). Quello che sarebbe poi stato considerato come il suo capolavoro, L’arte della gioia, riuscì a vedere la luce solo in forma parziale: nel 1994 ne uscì infatti la prima parte, rivista dall’autrice, presso la casa editrice Stampa Alternativa. Nel 1998, Angelo Pellegrino ne pubblicò per lo stesso editore il testo integrale, con il sottotitolo (poi eliminato) di Romanzo anticlericale. L’edizione ebbe una circolazione limitata, ma attirò l’attenzione di Loredana Rotondo e Manuela Vigorita, che dedicarono a Sapienza una puntata del documentario Vuoti di memoria. È il 2003 quando, sempre presso Stampa Alternativa, esce una nuova edizione del romanzo, anch’essa destinata a una diffusione contenuta. Sarà tuttavia proprio uno di questi volumi a raggiungere la Fiera del Libro di Francoforte, dove viene notato dall’editrice tedesca Waltraud Schwarze, che lo segnala alla casa editrice francese Éditions Viviane Hamy e alla spagnola Lumen, aprendo così la strada alla circolazione internazionale dell’opera di Sapienza. L’approdo in Francia si rivela infatti una svolta decisiva. Viviane Hamy affida il testo alla traduttrice Nathalie Castagné, la cui nota di lettura, piena di entusiasmo, convince l’editrice a pubblicare il romanzo. L’Art de la joie esce così nel 2005 per les Éditions Viviane Hamy e ha, immediatamente, un successo clamoroso. La critica francese consacra Sapienza come una “princesse hérétique” (Le Monde): il romanzo viene definito “straordinario” (Le Nouvel Observateur) e accostato a capolavori del calibro di Madame Bovary e Orlando (Libération). In quello stesso 2005 esce anche la traduzione tedesca che, tuttavia, risponde ad una scelta editoriale differente. La casa editrice berlinese Aufbau Verlag decide infatti di dividere il romanzo in due parti, pubblicando prima In den Himmel stürzen, nella traduzione di Constanze Neumann, e nel 2006 Die Signora, tradotto da Esther Hansen. Una decisione motivata dalla lunghezza del testo e dalla volontà di tastare le reazioni del pubblico. A posteriori, proprio questa decisione sembra averne attenuato la portata e, di conseguenza, il successo. Sarà necessario attendere alcuni anni prima che L’arte della gioia vanga proposto in tedesco in un unico volume: Die Unvorhersehbarkeit der Liebe esce infatti nel 2013 per Aufbau, nella traduzione congiunta di Esther Hansen e Constanze Neumann. Il titolo, che pone l’accento sull’amore e la sua imprevedibilità, verrà a sua volta riconsiderato nel 2022 quando l’opera viene ripubblicata come Die Kunst der Freude. Pur senza introdurre un nuovo testo, questa edizione propone dunque una nuova cornice editoriale: la traduzione letterale del titolo italiano rafforza il legame con la fortuna internazionale del romanzo e lo inserisce in una più larga operazione di rilancio dell’opera di Sapienza.
A partire dai primi anni Duemila, L’arte della gioia conosce così una rapida diffusione internazionale. Nel 2007 escono la traduzione catalana, L’art de viure (La Campana, traduzione di Anna Casassas Figueras), e la prima traduzione spagnola, El arte del placer (Lumen, traduzione di José Ramón Monreal), il cui titolo accentua la dimensione sensuale e trasgressiva del libro. Questa scelta verrà modificata nella nuova traduzione spagnola del 2022, sempre per Lumen, intitolata El arte de la alegría: come nel caso della traduzione tedesca, il ritorno al termine alegría riallinea il titolo all’originale italiano, spostando l’asse interpretativo dall’erotismo a una dimensione più programmaticamente esistenziale e politica, in cui la “gioia” si configura come progetto di vita.
Nel frattempo, anche l’Italia riscopre Sapienza, sorpresa dal “trionfo di Goliarda” (La Repubblica, 2005). Nel 2008 esce l’edizione Einaudi de L’arte della gioia, a cui segue la progressiva pubblicazione delle opere rimaste inedite: Io, Jean Gabin (Einaudi, 2010), Il vizio di parlare a me stessa e Destino coatto (Einaudi, 2011), Ancestrale (La vita felice, 2013), La mia parte di gioia (Einaudi, 2013), Appuntamento a Positano (Einaudi, 2015) e nel 2021 Lettere e biglietti (La Nave di Teseo). Parallelamente prosegue la diffusione internazionale del romanzo maggiore: nel 2009 escono la traduzione greca (Η τέχνη της χαράς, traduzione di Anna Papastavrou, Patakis), e portoghese (A Arte da Alegria, traduzione di Simonetta Neto, Dom Quixote). Nel 2013 appare la traduzione inglese The Art of Joy, di Anne Milano Appel, pubblicata da Farrar, Straus and Giroux e successivamente entrata nel catalogo Penguin Modern Classics. La critica anglofona accoglie il romanzo con un certo entusiasmo: The New Yorker, ad esempio, lo presenta come un potente racconto di disobbedienza femminile, capace di mettere in discussione fascismo, patriarcato e moralismo cattolico. Seguono le traduzioni in polacco (Sztuka radości, tradotto da Tomasz Kwiecień, per Wydawnictwo Kobiece, 2018), turco (Mutluluk Sanatı, tradotto da da Sinem Carnabuci per Kafka Kitap, 2017), ceco (Umění radosti, tradotto da Hana Voráčová, per Books & Pipes, 2020) e danese (Kunsten at glædes, tradotto da Lorens Juul Madsen, per Grønningen, 2021).
Parallelamente cominciano ad aumentare anche le traduzioni delle altre opere di Goliarda Sapienza, a conferma del consolidarsi del suo successo oltre i confini nazionali. Nel 2011 esce, in galiziano Eu, Jean Gabin, la traduzione di Io, Jean Gabin, realizzata da Dolores Torres París per Editorial Galaxia, S.A. Nel 2020 esce, in portoghese brasiliano, la traduzione delle poesie, Ancestral. In Portogallo, nel 2023, esce Carta Aberta, traduzione di Lettera aperta a cura di Manuela Gomes per la casa editrice Antígona, che, nel 2025, pubblica anche A Universidad de Rebibbia. In Spagna, oltre alla nuova traduzione de L’arte della gioia, si segnalano le traduzioni dell’opera carceraria La presó de Rebibbia (2017, catalano) e La cárcel de Rebibbia (spagnolo) entrambe pubblicate da Edicions del Periscopi, nonché Al filo del mediodía (2021), traduzione de Il filo del mezzogiorno, realizzata da Melina Márquez per la casa editrice Altamarea Edición de Libros. Colpisce, per contrasto, la situazione delle traduzioni in lingua inglese: nonostante il successo di The Art of Joy, solo un’altra opera è stata finora tradotta, Meeting in Positano a cura di Brian Robert Moore per Other Press, 2021. Una decisione analoga si riscontra in Grecia dove, alla traduzione del romanzo maggiore, si è aggiunta quella dell’Università di Rebibbia, Ραντεβού στο Ποζιτάνο, realizzata sempre da Anna Papastavrou nel 2024.
È tuttavia la Francia a distinguersi come il paese in cui il progetto di traduzione dell’opera di Sapienza si sviluppa nel modo più coerente e sistematico. Dopo il successo de L’Art de la joie, la casa editrice Viviane Hamy pubblica nel 2008 Lettre ouverte e Le fil de midi in un unico volume intitolato Le fil d’une vie, mettendo così in primo piano la dimensione autobiografica dei testi e confermando come, nel contesto francese, la vita di Sapienza susciti un interesse pari a quello della sua opera. Poco dopo, i diritti passano alla casa editrice Le Tripode che, ancora oggi, continua a pubblicare con regolarità le opere di Goliarda Sapienza: Moi, Jean Gabin (2012), L’Université de Rebibbia (2013), Rendez-vous à Positano (2017), Carnets (che riunisce in un unico volume Il vizio di parlare a me stessa e La mia parte di gioia, 2019) e Les certitudes du doute (2021). Nello stesso anno, Le Tripode decide di scindere Le fil d’une vie facendo uscire Lettre ouverte e, nel 2022, Le fil de midi. Le due nuove traduzioni presentano una versione leggermente rivista da parte della stessa Nathalie Castagné, che si conferma come la traduttrice di riferimento dell’opera di Sapienza in Francia. Nel 2021 viene pubblicata anche la traduzione francese della raccolta di poesie Ancestrale che mantiene il testo italiano a fronte; seguono Destins piégés (2023), dalla raccolta Destino coatto, e Miroirs du temps (2024), traduzione di Lettere e biglietti (2021, La nave di Teseo). L’interesse francese per Sapienza è ulteriormente confermato dalle numerose iniziative organizzate in occasione del centenario della nascita e dalla pubblicazione della biografia Vies, morts et renaissances de Goliarda Sapienza, scritta da Nathalie Castagné per le Éditions du Seuil nel 2024. È attualmente in corso la traduzione delle opere teatrali e dei soggetti cinematografici raccolti Tre pièces e soggetti cinematografici (La Vita Felice 2014), a testimonianza di un progetto editoriale che mira, per la prima volta, a restituire l’opera di Sapienza in traduzione nella sua interezza e complessità.