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Contributi straordinari per la divulgazione all’estero del libro italiano. Intervista a Roberto Vellano

Autore: Alessandra Rotondo - Intervista tratta da giornaledellalibreria.it

22/07/2020

Contributi straordinari per la divulgazione all’estero del libro italiano. Intervista a Roberto Vellano

«Ogni anno il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale acquista libri per le biblioteche degli Istituti e delle scuole italiane all’estero ed eroga premi e contributi alla traduzione di libri italiani in tutto il mondo» racconta il Ministro plenipotenziario Roberto Vellano, Vicedirettore generale della Direzione generale per la promozione del sistema Paese e Direttore centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana. «A titolo d’esempio, circa 100 titoli italiani sono stati pubblicati lo scorso anno in lingue straniere grazie a questi contributi».

«Quest’anno, a fronte dell’emergenza sanitaria e delle sue gravi conseguenze per la nostra economia, sono stati fatti stanziamenti straordinari per ulteriori acquisti di libri e per l’attivazione di un dispositivo speciale, valido per l’anno in corso, a sostegno della vendita di diritti di libri italiani, grazie al quale potranno essere erogati, attraverso la rete delle Rappresentanze all’estero (ambasciate e consolati) e degli Istituti di Cultura, contributi a case editrici straniere che potranno dimostrare di avere acquisito diritti alla traduzione di opere italiane».

I contributi straordinari sono offerti alle case editrici straniere che, nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 25 settembre 2020, abbiano stipulato con case editrici aventi sede legale in Italia un contratto di acquisto diritti o un’opzione di acquisto diritti di traduzione di un’opera di autore italiano già pubblicata in lingua italiana in formato cartaceo. Sono queste – assieme a gruppi editoriali, agenzie letterarie e agenti letterari – che possono presentare domanda di contributo entro il 5 ottobre, seguendo le indicazioni indicate a questo link.

La previsione di questi contributi suggerisce un ruolo e una posizione centrali dell’industria editoriale nella ripresa del nostro Paese dai mesi più duri della pandemia. Ed è in connessione con un’altra iniziativa recente rivolta all’internazionalizzazione: l’apertura della piattaforma newitalianbooks.
Il nuovo portale newitalianbooks.it, alla cui ideazione e messa in opera, da parte dell’Istituto della Enciclopedia Treccani, il nostro Ministero ha dato un importante sostegno, si sta facendo portavoce presso gli editori stranieri di queste nuove iniziative che, ci auguriamo, contribuiranno a dare nuovo impulso al processo di internazionalizzazione della nostra editoria e ad accrescerne la visibilità sui mercati stranieri.

Il libro italiano, d’altronde, esercita un crescente interesse verso i lettori esteri. Un risultato conseguito anche grazie al sostegno di politiche e progetti per la valorizzazione dei libri, delle storie, delle narrazioni made in Italy. Quali sono state le tappe recenti di questo percorso? Quali quelle future?
Nel corso della recente presentazione internazionale del portale newitalianbooks, svoltasi il 2 luglio e che ha visto coinvolti i direttori di quattro Istituti di Cultura (Londra, Parigi, Madrid e Monaco di Baviera) ed altrettanti editori dei rispettivi Paesi, il dato più significativo che è emerso è proprio quello del crescente interesse del pubblico straniero per i molteplici aspetti del più recente passato e del presente del nostro Paese.
L’esempio più frequentemente citato è stato, naturalmente, quello di Elena Ferrante, i cui romanzi hanno avuto e continuano ad avere una funzione di volano, stimolando l’interesse dei lettori di tutto il mondo alla scoperta di un universo di storie di cui il nostro romanzo contemporaneo è estremamente ricco (basti pensare ad autori, pur diversissimi fra loro, come Francesca Melandri, Helena Janeczek, Giulia Corsalini, Valeria Parrella e allo stesso Sandro Veronesi, recente vincitore del Premio Strega).
A questo proposito, vorrei ricordare che ben 22 Istituti di Cultura fanno parte della giuria di questo Premio: la loro partecipazione al voto coinvolge, presso ogni sede, italianisti, scrittori, traduttori ed altri protagonisti della filiera del libro.
Stiamo considerando ulteriori iniziative nei confronti di altri Premi letterari (penso, ad esempio, al Premio Campiello, che per alcuni anni aveva organizzato con successo delle edizioni europee del Premio, con la collaborazione della nostra rete di Istituti).
Due importanti traguardi ci attendono poi nel più immediato futuro, due grandi eventi fieristici in ambito editoriale di cui il nostro Paese sarà ospite d’onore, il Salon du Livre di Parigi, nel 2022, e la Buchmesse di Francoforte, nel 2024. In previsione di questi due appuntamenti, ci stiamo impegnando, insieme al Ministero per i beni e le attività culturali, affinché il portale newitalianbooks.it possa avere due nuove versioni, in francese e tedesco, così da potenziare il suo impatto internazionale.

Quali sono le idee e i progetti in cantiere per la prossima Settimana della lingua italiana nel mondo?
Quest’anno la XX edizione, in programma dal 19 al 25 ottobre sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, avrà come tema «L’italiano dalla parola all’immagine: graffiti illustrazione fumetti» e dedicherà quindi particolare attenzione a generi (il libro illustrato per l’infanzia, il fumetto e il graphic novel) in cui la nostra editoria si distingue per la forte proiezione internazionale.
Compatibilmente con le attuali restrizioni alla mobilità internazionale, la Settimana della lingua italiana sarà un’occasione importante per tutta la nostra rete all’estero per veicolare un’immagine quanto più ricca e articolata di un settore in cui, anche grazie a grandi eventi fieristici internazionali come la Children’s Book Fair di Bologna e Lucca Comics and Games, siamo riconosciuti come protagonisti in tutto il mondo.

La traduzione è un prezioso atto di avvicinamento culturale e, più in generale, ci sembra che l’internazionalizzazione della nostra industria editoriale – oltre che un irrinunciabile obiettivo economico da conseguire – abbia anche un notevole valore umano, e simbolico, che ribadisce la funzione del libro come volano di tutto il made in Italy.
I traduttori sono i più importanti mediatori culturali in ambito editoriale: sono loro, nella maggior parte dei casi, a suggerire agli editori dei rispettivi Paesi quali libri tradurre. Sono perciò delle figure chiave, il cui ruolo spesso non è però adeguatamente valorizzato, neanche dagli stessi editori. Si può fare molto di più per riconoscerne la funzione determinante di passeurs tra culture.
Si potrebbe prendere esempio dalla Francia, che ospita ogni anno traduttori verso il francese provenienti dai più diversi Paesi del mondo. In Italia, un primo passo è stato fatto dal Cepell (Centro per il Libro e per la Lettura) insieme alla Casa delle Traduzioni di Roma e con la collaborazione di alcuni Istituti di Cultura. Stiamo valutando come contribuire anche noi, come Ministero degli esteri, a questa iniziativa, le cui ricadute sulle vendite di diritti di libri italiani possono essere certamente di grande rilievo.

Ci sono dei mercati e dei Paesi ai quali il Ministero sta guardando con particolare interesse?
Se parliamo di editoria, la nostra è un’attività di sostegno all’internazionalizzazione a 360 gradi. Più che definire dal centro alcune priorità «a tavolino» cerchiamo di rispondere alle richieste e alle aspettative che provengono sia dal mondo delle imprese sia dalla nostra rete di uffici all’estero.
È chiaro che i Paesi più grandi, dove si svolgono le principali fiere internazionali e in cui si parlano le lingue più diffuse sono quelli dove si concentra il maggiore numero delle nostre iniziative ma cechiamo di dedicare una quota significativa di attenzione anche alle realtà più piccole e periferiche, dove comunque il nostro Paese svolge spesso un ruolo significativo, sia sul piano economico sia su quello della visibilità culturale.

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