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Da Barcellona: intervista a Silvia Sesé, direttrice editoriale di Anagrama

Autore: Laura Pugno

26/10/2020

Da Barcellona: intervista a Silvia Sesé, direttrice editoriale di Anagrama

Silvia Sesé è nata nel 1965 a Tremp, Lérida, e dal 2017 è la direttrice editoriale di Anagrama. Nel mondo editoriale in lingua spagnola ha acquisito fama e prestigio quando, per la casa editrice Destino, del Grupo Editorial Planeta, ha scoperto lo scrittore svedese Stieg Larsson e la sua saga Millennium.

Come riassumeresti l’identità della tua casa editrice agli editori, autori e lettori italiani?

Anagrama è tra le case editrici più rappresentative dell’epoca post-franchista e della modernità spagnola, di spirito progressista e schierata a sinistra. Le sue collane sono emblematiche per la saggistica di ambito sociologico, politico e culturale e la sua forza risiede soprattutto nella narrativa in spagnolo e in quella straniera tradotta. Ancora oggi continuiamo a cercare i classici del futuro e a proporre temi di dibattito con saggisti brillanti e trasgressivi. Inoltre, abbiamo una chiara vocazione latino-americana.

Come sei entrata in contatto con il libro italiano e con la letteratura italiana? C’è stato un avvenimento, un incontro, un evento speciale nella tua biografia o nella storia della casa editrice?

Anagrama ha sempre dato spazio alla letteratura italiana, da narratori come, per esempio, Bufalino, Tabucchi, Baricco, Mazzucco, Veronesi, Saviano…, a saggisti e filosofi come Agamben, Magris o Calasso, per citarne alcuni. Dopo la vendita della casa editrice a Feltrinelli, la liaison è ancora più evidente.

Qual è, secondo te, la peculiarità della letteratura italiana e del libro italiano in generale e che cosa apporta al catalogo della casa editrice?

Qualità, solidità culturale e umanistica e interesse per la forma.

Quali sono gli autori e le autrici italiani/e del tuo catalogo? Quale genere di libri e autori italiani vorresti acquisire?
Negli ultimi tempi, oltre agli autori citati precedentemente, abbiamo iniziato a includere le nuove generazioni, come ad esempio Claudia Durastanti.

Che cosa si potrebbe fare per rafforzare ancora di più i rapporti tra l’industria editoriale italiana e spagnola? In generale e, soprattutto, in questo momento.

Un festival letterario-editoriale dove si possano affrontare i temi dell’editoria: diritti digitali, distribuzione, ecc…e dove, allo stesso tempo, si possa generare uno scambio letterario e di incontri con il pubblico.

Quale utilità può avere una piattaforma come New Italian Books? In generale e, soprattutto, in questo momento?

Può essere molto positivo promuovere l’incontro tra la cultura italiana e quella spagnola, che, nonostante possano sembrare molto vicine, non sempre lo sono. Aiutare a bilanciare il peso delle altre culture,

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