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Viaggio in Italia: Milano (e Genova), Books Pride. Intervista con Raffaele Riba.

Autore: Laura Pugno

02/03/2022

Viaggio in Italia: Milano (e Genova), Books Pride. Intervista con Raffaele Riba.

Viaggio in Italia (attraverso premi e festival) racconta il nostro Paese a mezzo di interviste agli organizzatori e ai protagonisti dei maggiori festival letterari e dei più importanti appuntamenti del calendario editoriale. Su https://italiana.esteri.it/italiana/ et sur www.newitalianbooks.it

In questa seconda puntata, la nostra tappa è Milano, dove, dopo un’edizione digitale nel 2021, dal 4 al 6 marzo torna, nella nuova sede del SuperStudio Maxi nella zona di via Famagosta, Book Pride, fiera nazionale dell’editoria indipendente italiana. Alla direzione dello scrittore Giorgio Vasta succede una giovane guida collettiva, composta da Federica Antonacci, Anastasia Martino, Raffaele Riba, Federica Principi e Alice Spano. Il tema dell’edizione 2022 è “Moltitudini”, declinato in quattro sezioni: Alleanze, Prossimità, Vivere tutto da tutti i lati, Dediche, e l’interpretazione grafica del tema è affidata all’artista autore di graphic novel Antonio Pronostico. In passato, Book Pride ha collaborato con vari Istituto Italiani di Cultura, tra cui Tokyo e Melbourne.

Risponde alle nostre domande Raffaele Riba:

Come nasce e come si sviluppa Book Pride?

Book Pride nasce nel 2016 da un gruppo di editori indipendenti con l’idea di realizzare una manifestazione autofinanziata e dedicata a quel comparto. Era una necessità: spesso l’editoria indipendente è fatta di piccoli gruppi di persone, appassionate e tenaci, che realizzano un marchio unico e non verticalmente integrato facendo ricerca in Italia e sui cataloghi stranieri; una specie di artigianato dell’editoria: avevano bisogno del loro spazio al di là delle grandi fiere già esistenti sul territorio italiano. Oggi, anche grazie a iniziative come Book Pride, il mercato della lettura indipendente occupa una fetta pari a quasi il 50% dell’intero mercato.

Nel corso del tempo Book Pride si è arricchito anche di un’edizione autunnale nella città di Genova, grazie alla collaborazione con Palazzo Ducale.

Fin dalla sua nascita, Book Pride lavora al consolidamento di un progetto basato su un equilibrio sostanziale tra la dimensione fieristica e quella di programma, aggiungendo alle numerose presentazioni degli espositori un proprio programma endogeno, teso a incarnare il tema di volta in volta prescelto in tutte le sue sfaccettature. L’edizione del 2019 a Milano è stata un tale successo di pubblico e di stampa, ma anche di tale gradimento da parte degli editori, che per l’edizione del 2020 Book Pride avrebbe accolto oltre 200 editori con un programma complessivo di circa 350 eventi tra presentazioni delle case editrici, programma endogeno e programma OFF. Purtroppo, il diffondersi della pandemia da Covid 19 ha costretto l’organizzazione a cancellare l’evento di Milano a meno di un mese dall’apertura della fiera. Con il persistere della pandemia, Book Pride ha deciso di prendere un anno di pausa per rafforzare la propria struttura e tornare in presenza nel 2022 con molte novità. In questo nuovo quadro, la manifestazione intende trovare stabilità come manifestazione editoriale della prima parte dell’anno a Milano e continuare la propria crescita su Genova nella seconda parte dell’anno, mantenendo il proprio focus sulla grande varietà offerta dal comparto editoriale indipendente.

Che rapporto ha la vostra manifestazione con la città e il territorio?

I rapporti con il territorio, nelle città di Milano e Genova, sono essenziali. Nel corso dell’evoluzione sopra descritta, Book Pride ha intessuto reti e relazioni finalizzate a radicare Book Pride nel tessuto cittadino delle due città. A Milano, l’alleanza storica con l’Area Biblioteche del Comune di Milano ha fatto sì che Book Pride potesse realizzare eventi e collaborazioni nelle trame del sistema bibliotecario cittadino, ad esempio con anteprime e programmi dedicati in diverse biblioteche. A Genova, la centralità di Palazzo Ducale rispetto alla vita culturale genovese, ha inserito Book Pride tra gli appuntamenti di stagione per i lettori non soltanto genovesi ma, più in generale, liguri. Un’attività instancabile ha creato un patrimonio di intese e affinità con la rete delle librerie nelle due città, con teatri, circoli di lettura, riviste, magazine online, book blogger e influencer, personaggi culturali distintivi, istituzioni italiane e straniere collocate sul territorio. Questa è la grande forza di Book Pride e il capitale che intendiamo rafforzare con il lavoro delle prossime edizioni per ordire una trama fitta con i luoghi e le persone delle città di Milano e Genova. Sempre all’insegna dell’indipendenza.

Che consigli dareste a un viaggiatore culturale che venisse a Milano proprio in occasione di Book Pride?

Dopo aver fatto una buona colazione in Piazza Duomo, di prendere la metro B, scendere alla fermata Famagosta, in un quartiere storico e popoloso di Milano che altrimenti non avrebbe l’opportunità di vedere, e di godersi il programma ricco ed articolato di Book Pride. Ci saranno oltre 200 tra presentazioni, incontri ed eventi che analizzano il tema scelto: Moltitudini. Tra un incontro e l’altro può visitare i quasi 200 stand pieni di libri delle sigle editoriali presenti: accanto alle case editrici già stabili e radicate sul mercato (come Adelphi, e/o, Sellerio, La nave di Teseo, Neri Pozza, per citarne solo alcune), l’intero panorama indipendente che muove una produzione diversificata, in grado di fare ricerca e di innovare. Dopo una giornata così sarà certamente l’ora di tornare sotto l’ombra della Madunina per godersi un piatto tipico e un ottimo bicchiere di vino.

 

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