La pelle che pensa. Il tatto come linguaggio universale, tra filosofia, neuroscienze e tabù sociali
par Paterlini, Marta
La pelle che pensa. Il tatto come linguaggio universale, tra filosofia, neuroscienze e tabù sociali
Il tatto è il senso che più spesso diamo per scontato, forse il più trascurato. Eppure gli esseri umani si abbracciano fin dal Neolitico, e i nostri miti più antichi parlano del potere vivificante del tatto: da Omero che cercava di abbracciare la madre defunta quando la incontrò nell’Ade a Esculapio, dio della medicina, che guariva le persone con il tocco. È il primo senso che un bambino sviluppa nel grembo materno ed è fondamentale per lo sviluppo affettivo e fisiologico, la coesione sociale e lo sviluppo dell’empatia. Ma è anche il senso che ci rende più riservati e che influenza il modo in cui i diversi popoli si salutano, quello più regolato dalle convenzioni sociali, quello più messo alla prova dai tabù o dal distanziamento sociale, come ci ha dimostrato la pandemia di Covid. C’è chi ha bisogno del contatto fisico, chi ne fa volentieri a meno e persino chi prova repulsione all’idea di essere toccato, per una serie di ragioni sociali, psicologiche e fisiologiche. Per la scienza, il tatto è un senso difficile da studiare ma ricco di interconnessioni con altri sensi, altri sistemi e altre funzioni biologiche. Per non parlare delle sue forti radici evolutive, poiché non siamo certamente l’unica specie a usare gli abbracci per comunicare significati sociali o emotivi. Nel saggio La pelle che pensa, la neurobiologa e giornalista Marta Paterlini esplora le molteplici sfaccettature di questo senso misterioso, affascinante e spesso sottovalutato, dall’evoluzione storica e filosofica del contatto fisico alle sue basi molecolari e neurali, dalla privazione tattile e le sue conseguenze alle implicazioni sociali e culturali. Rivelando come molti aspetti centrali della nostra vita quotidiana, e delle nostre interazioni con il mondo e gli altri esseri viventi, passino attraverso il più grande dei nostri organi: la pelle.
Marta Paterlini è una neurobiologa e giornalista scientifica. Ha lavorato presso il Laboratorio di Biologia Molecolare di Cambridge, in Inghilterra, e alla Rockefeller University di New York. Attualmente è ricercatrice senior presso il Karolinska Institutet di Stoccolma, dove risiede. Collabora con le riviste “Science”, “Nature” e “The Lancet”. Con Codice edizioni ha pubblicato Piccole visioni. La grande storia di una molecola (2007).
La pelle che pensa. Il tatto come linguaggio universale, tra filosofia, neuroscienze e tabù sociali
Touch is the sense mostly taken for granted, perhaps the most neglected. Yet humans have been embracing each other since the Neolithic, and our most ancient myths speak of the life-giving power of touch, from Homer trying to embrace his dead mother when he met her in Hades, to Aesculapius, god of medicine, who healed people with touch. It is the first sense a child develops in the mother’s womb, and it is fundamental in affective and physiological development, social cohesion and the development of empathy. But it is also the sense that makes us most demure and influences how different peoples greet each other, the one most regulated by social conventions, the one most challenged by taboos or social distancing, as the pandemic has shown us. There are those who need physical contact, those who gladly do without it, and even those who are repulsed by the idea of being touched for a web of social, psychological, and physiological reasons. For science, touch is a sense that is difficult to study but rich in interconnections with other senses, other systems and other biological functions. Not to mention its strong evolutionary roots, since we are certainly not the only species to use hugs to communicate social or emotional meanings. In this essay, neurobiologist and journalist Marta Paterlini explores the many facets of this mysterious, fascinating and often underestimated sense, from the historical and philosophical evolution of physical touch to its molecular and neural underpinnings, from touch deprivation and its consequences to its social and cultural implications. Revealing how many central aspects of our everyday life, and of our interactions with the world and other living things, pass through the largest of our organs: the skin.
Marta Paterlini is a neurobiologist and science journalist. She has worked at the Laboratory of Molecular Biology in Cambridge, England, and at Rockefeller University in New York. She is currently a senior scientist at Karolinska Institutet in Stockholm, where she lives. She contributes to “Science,” “Nature” and “The Lancet.” With Codice edizioni she published Piccole visioni. La grande storia di una molecola (2007).
Marta Paterlini es neurobióloga y periodista científica. Ha trabajado en el Laboratorio de Biología Molecular de Cambridge, Inglaterra, y en la Universidad Rockefeller de Nueva York. Actualmente es investigadora sénior en el Instituto Karolinska de Estocolmo, donde reside. Colabora con las revistas «Science», «Nature» y «The Lancet». Con Codice Edizioni publicó Pequeñas visiones. La gran historia de una molécula (2007).
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Casa editrice Publisher / EditorialCodice Edizioni
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Anno di pubblicazione Year of publication / Año de publicación2025
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Numero di pagine Number of pages / Número de páginas280
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ISBN9791254501399
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Prezzo Price / Precio22€
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Responsabile dei diritti
Copyright Manager / Responsable de derechos
Marina Penalva (Casanovas & Lynch, for Spain, Portugal, Spanish-speaking Latin America, and Portuguese-speaking Latin America) - Chiara Pibiri (other countries) marina@casanovaslynch.com - rights@codiceedizioni.it
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