Traduzione e intelligenza artificiale: un convegno a Venezia
Autore: Luigi Visconti
Si è svolto il 31 luglio 2026 a Venezia, presso la Venice International University (Isola di San Servolo) un convegno dedicato a “Traduzione, cultura e IA: nuove frontiere per la promozione della cultura dell’Italia all’estero”.
Ne parliamo con uno dei curatori, Giovanni Sciola, studioso e ricercatore di storia contemporanea. Ha al proprio attivo varie pubblicazioni sulla metodologia della ricerca storica, sull’Italia durante la Seconda guerra mondiale e contributi e riflessioni sul tema della promozione della cultura italiana all’estero. Dal 1995 al 2001, lettore di Italiano inviato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale presso l’Università delle Lingue straniere di Pechino e l’Université de Provence (Aix-Marseille). Dal 2001 al 2019, Addetto reggente e Direttore degli Istituti Italiani di Cultura di Cracovia, di Helsinki e di Praga. Dall’aprile 2021 all’aprile 2026 ha diretto la Fondazione “Luigi Micheletti” di Brescia.
Come è nato questo convegno, perché si è svolto a San Servolo e quali sono le istituzioni che lo hanno promosso?
Il convegno si inserisce in un più ampio progetto, una residenza che si è tenuta negli scorsi mesi di luglio/agosto 2026 per traduttori stranieri di libri italiani, sia di narrativa che di saggistica verso le lingue: tedesca, inglese, francese, spagnola, cinese, giapponese, araba. Il progetto è stato organizzato dalla Venice International University www.univiu.org e dal Centro per il Libro e la Lettura (https://cepell.it/), Istituto autonomo del Ministero della Cultura e si è tenuto nel campus dell’università nell’isola di San Servolo. Una collocazione e uno spazio – mi piace sottolinearlo – assolutamente funzionali alle esigenze e agli obiettivi dell’iniziativa.
Il progetto stesso si inserisce, con un profilo autonomo, nel quadro delle attività accademiche, delle collaborazioni esterne e delle iniziative internazionali della VIU. E’ stato organizzato anche in previsione degli appuntamenti internazionali delle Fiere del libro cui l’Italia partecipa nel corrente e nei prossimi anni.
Nel corso del periodo di residenza, cui hanno partecipato come vincitori del bando otto qualificati traduttori stranieri oltre al convegno su “Traduzione, cultura e IA: nuove frontiere per la promozione della cultura dell’Italia all’estero” sono stati organizzati una serie di incontri seminariali di taglio professionale con scrittori, giornalisti, docenti universitari, traduttori, editori e responsabili di case editrici. Oltre a questo, alcuni eventi legati alla presentazione di Festival letterari quali quello con l’ideatore e animatore di “Pordenonelegge”, con il “Festivaletteratura” di Mantova ed una presentazione dell’edizione 2026, con il Direttore del Premio Campiello.
Come si sono articolati i lavori, nelle due sessioni del mattino e del pomeriggio?
Abbiamo cercato in termini sia organizzativi che tematici di marcare con un duplice taglio e affondo il convegno: una sessione mattutina su “Traduzione, Cultura e AI: Nuove Frontiere per la Promozione dell’Italia all’Estero” con una importante presenza delle istituzioni, dei soggetti pubblici e privati e dei principali enti di riferimento sul piano strategico.
Tra gli altri: l’Università Ca’ Foscari; la Direzione Generale per la crescita e la promozione delle esportazioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che ha assicurato, tramite la rete degli Istituti Italiani di Cultura all’estero la diffusione del bando nelle rispettive aree e paesi di accreditamento e di competenza; la voce di un autorevole direttore di un Istituto Italiano di Cultura; l’esperienza e le nuove iniziative di promozione di “Newitalianbooks – il libro italiano nel mondo”, Treccani. E ancora, esempi dell’attività dell’IILA (Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana) rispetto l’editoria italiana” (con uno sguardo puntato sulla prossima edizione della “Feria Internacional del Libro de Guadalajara – Messico che vede quest’anno l’Italia come Paese ospite d’onore); un contributo dell’Associazione Italiana Editori per quanto attiene alla promozione e diffusione del libro italiano all’’estero,
E ancora, assai significativi, anche in termini di proiezione futura e di allargamento dello spettro delle possibili collaborazioni, la presenza e l’intervento del Responsabile per la traduzione e il Multilinguismo presso la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea
Nel corso della sessione pomeridiana, incentrata su “Intelligenza artificiale e letteratura: nuovi scenari per autori, editori, lettori … e per i traduttori” si è entrati nel merito di una delle tematiche centrali relative alla traduzione letteraria al tempo dell’intelligenza artificiale”
Gli interlocutori chiamati a discuterne hanno idealmente coperto un ampio spettro professionale e “politico-culturale”: dai responsabili dell’Associazione italiana dei traduttori, StradeLab a docenti universitari che, operando sulla ‘faglia’ del lavoro e del confronto con le lingue straniere si sono interrogati sugli effetti prodotti dall’intelligenza artificiale nello specifico ambito della traduzione letteraria; da responsabili e direttori editoriali di alcune case editrici (Morcelliana – Scholé, Mimesis) a scrittori che si sono misurati sul duplice fronte del lavoro di traduzione oltre che sul confronto della pubblicazione (e quindi ovviamente traduzione) all’estero delle loro opere.
Quali le linee direttrici del dibattito su traduzione e intelligenza artificiale?
Sintetizzare le posizioni emerse dalle varie relazioni e nel corso del dibattito non è semplice. Per scomodare i termini di un dibattito che appassionò alcuni decenni orsono i critici, gli storici della letteratura oltre che gli autori stessi, direi che non siano emerse polarizzazioni tra gli “apocalittici”, convinti cioè del rischio della scomparsa, nel giro di pochi anni, del lavoro del traduttore e gli “integrati”, assertori dell’utilizzo massivo delle tecnologie applicate per la traduzione da qualsiasi lingua straniera e a qualsiasi tipo di testo. Il convegno ha focalizzato ulteriormente il ruolo del traduttore come interprete e mediatore tra culture, nonché sulla necessità di integrare le possibilità offerte dalla tecnologia con la sensibilità, la competenza linguistica e culturale latu sensu nonché con le capacità critiche proprie del lavoro umano.
Questa iniziativa avrà un seguito?
Non è nelle mie competenze istituzionali dare una risposta in merito. Registro tuttavia con soddisfazione il successo dell’iniziativa. Mi riferisco al convegno ovviamente, alle attività e ai seminari chiamiamoli collaterali cui ho fatto riferimento e soprattutto al focus e al vero obiettivo del progetto che è e rimane la residenza e il rapporto con i traduttori che abbiamo ospitato a Venezia sulla base degli importanti progetti di traduzione di opere italiane cui sono stati e sono impegnati.
Da tutti gli enti e da tutti i soggetti e gli operatori del mercato editoriale e dell’ambiente accademico che abbiamo coinvolto nell’iniziativa abbiamo ad oggi raccolto riscontri lusinghieri e positive valutazioni.
L’auspicio è certamente di poter dar seguito anche negli anni a venire al progetto che abbiamo avviato quest’anno a San Servolo e di poter incontrare altrettanta attenzione da parte delle istituzioni, degli enti, degli operatori del mercato e dei singoli esperti che operano a vario titolo alla promozione della cultura italiana all’estero e a sostegno dell’editoria e “professioni del libro”.
E’ una mia personalissima riflessione; mi viene non solo dall’esperienza appena conclusa con la Venice International University e il Centro per il Libro e la Lettura, ma soprattutto dai miei lunghi anni dell’estero come lettore e poi direttore di alcuni Istituti Italiani di Cultura. Vi sono indubbiamente tutte le premesse e le condizioni perché il nostro Paese abbia un centro permanente dedicato ai traduttori della nostra lingua.
L’impatto di una simile iniziativa, se resa costante nel tempo, sarebbe un potente moltiplicatore in termini di diffusione del libro italiano nel mondo e di rafforzamento della presenza del nostro patrimonio letterario all’estero