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3 mars 2026

Uvaspina

par Acito, Monica
Uvaspina

Uvaspina

È nato con una voglia sotto l’occhio sinistro, come un pallido frutto incastonato nella pelle: Uvaspina si è abituato presto a essere chiamato con quel nome che lo identifica con la sua macchia. A quasi tutto, del resto, è capace di abituarsi: a suo padre, il notaio Pasquale Riccio, che si vergogna di lui; alla Spaiata, sua madre, che dopo aver incastrato Pasquale Riccio con le sue arti di malafemmina e chiagnazzara non si dà pace di aver perduto il proprio fascino e finge di morire ogni volta che lui esce di casa. Ma soprattutto Uvaspina è abituato a sua sorella Minuccia, abitata fin da bambina da un’energia che tiene in scacco il fratello con le sue esplosioni imprevedibili, le ripicche, la ferocia di chi sa colpire nel punto di massima fragilità, come quando gli dice: “Avevano ragione i compagni tuoi, sei veramente un femminiello.” Eppure, solo Uvaspina conosce l’innesco che rende la sorella uno strummolo, una trottola capace di ferire con la sua punta di metallo vorticante. E solo Minuccia intuisce i sogni di Uvaspina, quando lo strummolo la tiene sveglia e può scrutare i suoi finissimi lineamenti nel sonno. Intorno a loro, Napoli: la città dalle viscere ribollenti, dai quartieri protesi verso il cielo, dai tentacoli immersi in quel mare che la fronteggia e la penetra. È proprio sul confine tra la città e il mare, tra la storia e il mito, che Uvaspina incontra Antonio, il pescatore dagli occhi di colori diversi, che legge libri e non ha paura del sangue, che sa navigare fino a Procida e rimettere al mondo un criaturo che dubita di se stesso. La purezza del loro incontro, però, non potrà nascondersi a lungo nelle grotte di Palazzo Donn’Anna: la città li attira a sé, lo strummolo gira e il suo laccio unirà per sempre i loro destini. Una passione assediata dallo scherno e dallo scuorno. L’ambiguità dell’amore fraterno, la necessità dell’ombra perché ci sia luce. Infine una scrittura, quella della giovane Monica Acito, che sa inserirsi con originalità in una grande tradizione letteraria e, mescolando la forza tellurica del vernacolo alla freschezza di un racconto sulla giovinezza, invoca la fame di felicità che abita ciascuno di noi.

Acito, Monica

Monica Acito (1993) si è specializzata in Filologia moderna presso l’Università Federico II. Nel 2019 è approdata a Torino, dove ha frequentato la Scuola Holden. Nel 2021 ha vinto, tra gli altri, il Premio Calvino per la narrativa breve e i suoi racconti sono stati pubblicati su numerose riviste letterarie.

Uvaspina

He was born with an envy under his left eye, like a pale fruit embedded in his skin: Uvaspina quickly got used to being called by this name, which identified him with his spot. He can get used to almost anything: his father, the notary Pasquale Riccio, who is ashamed of him; Spaiata, his mother, who, having tricked Pasquale Riccio with her ‘malafemmina and chiagnazzara’ skills, is unhappy to have lost his charm and pretends to die every time he leaves the house. But above all, Uvaspina is used to his sister Minuccia, who since childhood has been inhabited by an energy that keeps his brother at bay with her unpredictable outbursts, her reprisals, the ferocity of one who knows how to strike at the point of maximum fragility, as when she tells him: ‘Your comrades were right, you really are a “femminiello”’. Yet only Uvaspina knows the trigger that turns his sister into a ‘strummolo’, a spinning top capable of wounding with its swirling metal tip. And only Minuccia can guess Uvaspina’s dreams, when the ‘strummolo’ keeps her awake and she can contemplate his fine features in her sleep. Around them, Naples: the city with its bubbling entrails, its districts stretching skywards, its tentacles immersed in the sea that faces it and penetrates it. It is precisely on the border between city and sea, between history and myth, that Uvaspina meets Antonio, the fisherman with eyes of different colours, who reads books and isn’t afraid of blood, who knows how to sail to Procida and give birth to a self-doubting ‘criaturo’. The purity of their encounter, however, cannot hide for long in the cellars of Palazzo Donn’Anna: the city draws them to itself, the ‘strummolo’ turns and their destinies are united forever. A passion besieged by mockery and contempt. The ambiguity of brotherly love, the need for darkness to bring light. Last but not least, there is the writing of the young Monica Acito, who takes her place with originality in a great literary tradition, combining the telluric force of the vernacular with the freshness of a story about youth, invoking the thirst for happiness that lies within each of us.

Acito, Monica

Monica Acito (1993) specialised in modern philology at the University of Federico II in Naples. In 2019, she will move to Turin, where she will attend the Holden School. In 2021 she won the Calvino short story prize, among others, and her short stories have been published in numerous literary magazine.

  • Casa editrice Publisher
    Bompiani
  • Anno di pubblicazione Year of publication
    2023
  • Numero di pagine Number of pages
    416
  • ISBN
    9788830109957
  • Prezzo Price
    20€
  • Responsabile dei diritti Copyright Manager
    Carmen Prestia Literary Agency cp@carmenprestia.com
  • Diritti venduti Rights sold

    Rights sold:

    French (Les Éditions du sous-sol)

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