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11 Marzo 2022

Eugenio De Signoribus in altre lingue

Autore:
Paolo Grossi

“La grandezza dell’opera di Eugenio De Signoribus consiste nell’aver saputo inventare una forma poetica inedita nella tradizione italiana per dire l’orrore dei nostri tempi, l’orrore degli stati di violenza […] a cui il poeta assiste con un sentimento di spavento e di pietas.” Sono parole di Martin Rueff, uno dei critici che maggiormente si sono impegnati a far conoscere l’opera di questo autore al di fuori dei confini nazionali, in particolare in Francia, ma non solo. Un autore che, come scrive Stefano Verdino, è non solo “uno dei poeti italiani più importanti dei nostri giorni”, ma anche “uno dei pochi con un’udienza internazionale”.

 

Un breve itinerario nei territori della poesia di Eugenio De Signoribus in traduzione non può che cominciare dalla Francia, il paese che maggior attenzione ha sin qui dedicato alla sua attività letteraria. A Parigi, nel 2005, a cura di Martin Rueff, esce il numero 109 della rivista “Po&sie” (Spécial Italie 1975-2004 – 30 ans de poésie italienne), in cui compaiono le prime traduzioni in francese, ad opera dello stesso Rueff. Sono i testi di “Nel passaggio del millennio”, sezione iniziale della raccolta Ronda dei conversi (Milano, Garzanti, 2005), che verrà poi pubblicata in traduzione francese nella sua integralità nel 2007 (Ronde des convers, traduction de l’italien, postface et commentaires de Martin Rueff; préface d’Yves Bonnefoy, Lagrasse, Verdier, 2007): un esordio al di fuori dei confini nazionali che si compie sotto gli auspici di una delle voci più alte della poesia francese contemporanea. Nella sua prefazione, Bonnefoy sottolinea del poeta la “presenza riservata, silenziosa, si direbbe quasi selvatica, ma nimbata di quella luce che nasce dall’esigenza severa, quando è insieme dolcezza attenta e tenerezza”. Altre traduzioni di M. Rueff erano apparse in Le nouveau recueil, n° 81, décembre 2006-février 2007.

L’anno seguente, 2008, un volume di oltre 600 pagine nella collana “Gli Elefanti” dell’editore Garzanti riunisce tutte le prime raccolte di De Signoribus (Case perdute, Altre educazioni, Istmi e chiuse, Principio del giorno, Ronda dei conversi, oltre a una sezione di inediti) e ottiene uno dei maggiori riconoscimenti letterari italiani, il Premio Viareggio. Nel 2011, quando esce in Italia, Trinità dell’esodo (Milano, Garzanti), in Francia viene pubblicata la traduzione di Principio del giorno (Milano, Garzanti, 2000), quarto libro poetico di De Signoribus: Au commencement du jour (1990-1999), traduit par Thierry Gillybœuf, préface de Martin Rueff, Toulon, Éditions La Nerthe, 2011. La raccolta Case perdute (Ancona, Il lavoro editoriale, 1989) appare in francese nel 2014 (Maisons perdues, traduit de l’italien par André Ughetto, Saint-Pierre-la-Vieille, Atelier la Feugraie, 2014). Le traduzioni di alcuni testi poetici di questa raccolta erano state anticipate nei numeri 7 e 8 della rivista “Fario” (2009-2010). Di Ughetto andranno menzionate anche le traduzioni apparse in Phoenix, Cahiers littéraires internationaux, n° 23, automne 2016. Nel 2017 esce a Parigi, nella collana dei “Cahiers de l’Hôtel de Galliffet”, Aucun lieu n’est élémentaire, tradotto e prefato da Martin Rueff. Il volume riprende quasi tutte le prose dell’edizione italiana di Nessun luogo è elementare (Alpignano, Tallone editore, 2010) con l’aggiunta di nuovi testi, le traduzioni di alcuni dei quali erano state anticipate nel 2013 nel numero doppio 145-146 della rivista “Po&sie” (“Corpi senza nome”, “Senza corpi né nomi”). Uno sguardo sulla presenza in terra di Francia della poesia di Eugenio De Signoribus non sarebbe completo se non si ricordasse l’attenzione fedele che gli ha dedicato e gli dedica tuttora Jean-Charles Vegliante, specialista di letteratura italiana e traduttore che ha pubblicato nel web magazine “poezibao – l’actualité éditoriale de la poésie” traduzioni dalle raccolte Trinità dell’esodo e Stazioni 1994-2017 (Lecce, Manni, 2018) (Ma sue prime traduzioni era già apparse in “Eutropia”, n° 2, 2002).

 

Dalla Francia alla Svezia: poco dopo l’uscita della raccolta complessiva edita da Garzanti, nel 2009, alcune poesie di Ronda dei conversi escono in traduzione svedese nel secondo numero della prima serie della rivista “Cartaditalia”, edita dall’Istituto Italiano di Cultura “Carlo Maurilio Lerici” di Stoccolma. Le traduzioni, precedute da un’introduzione di Martin Rueff, sono di Julian Birbrajer, che due anni dopo tradurrà integralmente la raccolta per le edizioni di Cartaditalia (De omvändas rond 1999-2004, prefazione di Kjell Espmark, traduzione di Julian Birbraier, Stockholm, Cartaditalias bokserie, 2011). Nella sua premessa, Kjell Espmark, membro dell’Accademia svedese, riconosce in Dante, Mallarmé e Paul Celan altrettanti punti di riferimento della poesia di Signoribus. Sempre a Julian Birbraier si deve la traduzione della lirica “Luce del nord”, apparsa in edizione numerata a Stoccolma nel 2015 presso Norbacka tryckery, con un’incisione di Unn Magnussen.

 

In area ispanofona, oltre ai testi usciti in “Serta. Rivistaiberorromanica”, Poesía y pensamiento poético, n° 7, 2002-2003, va segnalata in primo luogo la Antología poética (1989-2005), con testo italiano a fronte, a cura di Emilio Coco, Molinos de Viento, Ciudad de Mexico Ediciones Fosforo, 2008. Dello stesso Emilio Coco sono altre traduzioni, pubblicate nelle antologie Fior da fiore, “Los cuadernos de Sandua”, Cordoba, CajaSur publicaciones, 2000; El fuego y las brasas, Celeste Sial, Madrid, 2001; nella rivista “Salina. Revista de llettras”, n° 19, nov. 2008; in “La Otra”, vol I, oct.-dec. 2002. Barbara Bertoni e Pedro Serrano hanno tradotto sette poesie per l’antologia on line Poetas del siglo XXI, a cura di Fernando Sabido Sanchez. 

 

Negli ultimi anni è dal Brasile che sono giunti i più significativi segnali di interesse per l’opera di De Signoribus. Ne offrono testimonianza, da un lato, il numero monografico della rivista “Mosaico italiano” pubblicata nell’agosto 2018 a Rio de Janeiro con contributi critici di Giovanna Ioli, José Manuel de Vasconcelos, Andrea Cortellessa, Simona Morando, Rodolfo Zucco, Andrea Gareffi, Stefano Verdino e alcune traduzioni di Patricia Peterle, dall’altro, i recenti volumi Nenhum corpo è elementar, sempre a cura di Patricia Peterle, Rio de Janeiro, 7letras, 2021, che comprende le prose dell’edizione francese Aucun lieu n’est élémentaire e le liriche della sezione “Tavole genovesi” della citata raccolta Principio del giorno (poi riunite in forma definitiva nel volume dal titolo Veglie genovesi, Genova, il canneto, 2012), e Krisis Tempos de Covid-19, Rafael Copetti, São Paulo, 2020. Ulteriori traduzioni sono apparse in “Delphica, letras y artres”, n° 1, 2013, in “Foro das letras”, n° 21, dezembro 2012 e nel volume miscellaneo Os dias da peste: centenário do PEN Internacional 1921-2021, ed. Teresa Martins Marques, Rosa Maria Fina, Lisboa, Gradiva, 2021.

 

Per quanto riguarda l’editoria di lingua inglese, se i primi testi escono in “Lines review” Fourteen Italian Poets for the Twenty-first Century, n° 130, settembre 1994, in “Cross/Cultures”, n° 71, 2004 e in New Italian Poetry. An Anthology, New York, Gradiva, 2006, è solo in anni più recenti che Richard Dixon ha intrapreso la traduzione della raccolta Trinità dell’esodo, di cui ha pubblicato sin qui vari componimenti in “Nuovi argomenti”, agosto 2013, “The Journal of Italian Translation”, vol. VIII, n. 2, fall 2013, “Almost Island”, winter 2014, “The Journal of Italian Translation”, vol. XIII, n. 1, spring 2018 (ma di Dixon vedi anche Italian Contemporary Poets, ed. Franco Buffoni, Fuis, Roma, 2016). Ulteriori traduzioni in lingua inglese compaiono in: Christopher Whyte and V. Joshua Adams, The FSG Book of Twentieth Century Italian Poetry, New York, Farrar, Straus and Giroux, 2012; Johanna Bishop, Damiano Abeni and Moira Egan, Canone Inverso, Anthology of Contemporary Italian Literature, New York, Gradiva, 2014 e in “Italian Poetry Review”, X-XI 2015-2016, in cui Alberto Comparini e Dylan J. Montanari traducono la sequenza “Soglie praghesi”.

Ricordiamo infine che diverse traduzioni di testi poetici di Eugenio De Signoribus sono apparse in riviste e antologie collettanee in tedesco (“Zibaldone. Zeitschrift für Italianische Kultur der Gegenwart”, n° 21, 1996), in giapponese (Chijō no utagoe – Il coro temporaneo, a cura di Andrea Raos, Tokyo, Shichōsha, 2001), in polacco (Zieleni się drzewo pokoju. Poezja europejska w intencji powszechnej zgody, red. Sołtysiak Aleksandra, Sutarski Konrad, Sulechówski, Dom Kultury, 2016), e nelle antologie della serie Un’altra voce pubblicate dall’editore Marcoy y Marcos in arabo (2002), in portoghese (2003), in ebraico (2004), in cinese (2005), in spagnolo (2008), in russo (2008).

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