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Il libro italiano nel mondo

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Il libro italiano in Polonia

Autore: Anna Wasilewska (traduttrice di letteratura italiana e francese, redattrice della rivista “Literatura na Świecie”)

21/07/2020

Il libro italiano in Polonia

La presenza della letteratura italiana in Polonia ha una lunga storia che risale al Rinascimento ed è stata raccontata in due volumi di bibliografia di opere tradotte nei tre generi della narrativa, della poesia e dei testi per il teatro. Li hanno curati le docenti della cattedra di italianistica di Cracovia, Jadwiga Miszalska, Monika Gurgul, Monika Surma-Gawłowska e Monika Woźniak. I volumi coprono il periodo dal Seicento al 2011.
Nel secondo dopoguerra gli autori che hanno avuto più fortuna sul mercato del libro polacco sono stati, in particolare, Alberto Moravia, Alba de Céspedes, Carlo Cassola, Mario Soldati, Leonardo Sciascia, Guido Piovene, Dino Buzzati, Elio Vittorini, Vasco Pratolini, Cesare Pavese, Tomasi di Lampedusa, Curzio Malaparte, Carlo Emilio Gadda e Italo Calvino. Quest’ultimo è l’unico scrittore pubblicato ininterrottamente fin dagli anni Cinquanta ad oggi. Sta per uscire a novembre un suo diciannovesimo titolo: Perchè leggere i classici.
Il campione ineguagliabile resta però Umberto Eco con ben trentacinque libri tradotti; le sue opere, anche quelle per specialisti, spariscono subito dalle librerie ed è per questo che si è parlato in Polonia di una vera e propria Ecomania”.
Andrea Camilleri con una trentina di libri ha conosciuto un successo altrettanto spettacolare. Tra gli altri autori tradotti negli ultimi trent’anni bisognerà almeno citare Claudio Magris (quasi l’opera intera), Antonio Tabucchi, Alessandro Baricco, Niccolò Ammaniti, Dacia Maraini, Roberto Saviano, Elena Ferrante, Erri De Luca, Tiziano Terzani. Tra quelli che hanno avuto meno fortuna, pur essendo degli scrittori maggiori, c’è Gesualdo Bufalino, che si trova comunque in ottima compagnia con Vincenzo Consolo, Anna Maria Ortese, Lalla Romano, Sebastiano Vassalli, Giorgio Manganelli, Alberto Savinio, Sebastiano Vassalli, Goffredo Parise, Michele Mari. Tutti questi scrittori hanno però goduto di ampie presentazioni nella rivista, prima mensile, ora bimestrale, “Literatura na Świecie” (Letteratura nel mondo), creata nel 1971 (dal 1993 in più grande formato), destinata interamente alle letterature straniere. Quasi ogni numero (circa 400 pagine) ha carattere monografico ed è dedicato a un autore o una corrente o un contesto letterario. I brani scelti (anche molto lunghi) vengono di solito accompagnati da testi critici di autori stranieri e polacchi. Molte di queste presentazioni hanno incoraggiato le case editrici a pubblicare le opere integrali. È accaduto per Savinio, Manganelli, Landolfi, Natalia Ginzburg, Bassani e per il Pasticciaccio di Gadda. In “sala d’aspetto” rimangono ancora Bufalino, Consolo, Ortese, Morazzoni, Vassalli, Parise, Mari. Ed anche La Storia di Elsa Morante, di cui è apparso solo un capitolo in un numero di “Literatura na Świecie” degli anni Settanta.

Non ci sono in Polonia case editrici specializzate nella letteratura italiana, però grandi meriti hanno avuto nel passato e continuano ad averne i tre maggiori editori, sempre attivi e di lunga tradizione: Państwowy Instytut Wydawniczy (PIW), Czytelnik e Wydawnictwo Literackie (WL). Tra le centinaia di editori nati dopo la cesura del 1989 le più attive nel campo di letteratura italiana sono: Noir sur Blanc (Camilleri, Eco, F. Jaeggy), W.A.B. (Eco, Calvino, Moravia); Muza (Calvino, Ammaniti), Austeria (N. Ginzburg, poeti), Sonia Draga (Ferrante, Saviano), Zeszyty Literackie (Bassani), Czuły Barbarzyńca (Lampedusa, Calvino, Savinio, Buzzati).
Nell’area della poesia italiana dell’ultimo trentennio sono apparsi alcuni volumi, tra cui un’antologia di poeti del Duecento di Monika Woźniak, i sonetti di Petrarca di Monika Kuciak, un’antologia dei poeti del Novecento di Jarosław Mikołajewski, che ha anche pubblicato scelte di Leopardi, Montale, Ungaretti, Luzi, Penna, Pavese, Pasolini, Merini, Levi per l’editore Austeria.
Tra i testi teatrali sono stati tradotti, tra gli altri, quelli di Dario Fo, Eduardo De Filippo, Stefano Benni, Roberto Lerici, Ugo Betti, Barbara Nativi, Furio Bordon. Tutti pubblicati dalla rivista “Dialog”.
Poche invece sono le riedizioni di classici italiani. Aspettano sempre i Promessi sposi di Manzoni, i libri di Giovanni Verga, di Mario Soldati, di Leonardo Sciascia, che ormai non è più conosciuto dalle giovani generazioni. Uno straordinario percorso ha avuto invece il Pinocchio di Collodi, instancabilmente ritradotto ben dieci volte.
La letteratura italiana in Polonia ha naturalmente i suoi volti. Nel periodo degli anni ’50 –’80 erano attive soprattutto due grandi traduttrici: Barbara Sieroszewska (Manzoni, Calvino, Moravia, Bellonci) e Zofia Ernstowa (Moravia, Morante, Pavese, Lampedusa). Sono ormai scomparsi anche Adam Szymanowski (Eco), Stanisław Kasprzysiak (Leopardi, Calasso, Savinio) ed Eugeniusz Kabatc che pubblicava le sue traduzioni con la moglie Krystyna (Sciascia, Fallaci, Bonaviri, Collodi). Tra una trentina di traduttori odierni delle tre generazioni si devono nominare almeno Halina Kralowa (Gadda, Sciascia, Manganelli, Baricco), Joanna Ugniewska (Magris, Tabucchi, Citati, Eco), Alina Kreisberg (Calvino, Chiaromonte, Eco), Krzysztof Żaboklicki (Eco, Camilleri), Piotr Salwa (Eco, B. Craveri), Anna Wasilewska (Calvino, Gadda, Landolfi, Eco), Magdalena Tulli (Calvino, Jaeggy), Monika Woźniak (Camilleri, Fallaci, Eco), Alina Pawłowska-Zampino (N. Ginzburg, Saviano, Ferrante), Anna Osmólska-Mętrak (Eco, Terzani, Fellini), Jarosław Mikołajewski (già menzionato), Katarzyna Skórska (Calvino, Buzzati, Mari), Lucyna Rodziewicz-Doktór (Ferrante, Baricco). Tra parentesi abbiamo citato soltanto alcuni degli autori tradotti. Non va dimenticato infine che sono spesso i traduttori a proporre gli autori da tradurre alle case editrici.

Questa brevissima introduzione sulla presenza della letteratura italiana in Polonia sarebbe inadeguata se non si facesse menzione di vari titoli di studiosi polacchi dopo il 1989, tra cui la Storia della letteratura italiana in due volumi di K. Żaboklicki, P. Salwa, J. Ugniewska, H. Kralowa; la Storia della letteratura italiana del Novecento di J. Ugniewska, H. Kralowa, J. Szymanowska con la bibliografia di Irena Bednarz; il libro di Barbara Kornacka dell’università di Poznań sul fenomeno dei “giovani scrittori” nella letteratura italiana della fine del Novecento; gli studi di Hanna Serkowska, che dirige il dipartimento dell’italianistica all’università di Varsavia, tra cui si ricorderà almeno: Dopo il romanzo storico: la storia nella letteratura italiana del ’900 e I romanzi di Elsa Morante. Hanna Serkowska altresì curatrice di volumi collettivi sugli scrittori contemporanei, come Tra storia e immaginazione: gli scrittori ebrei di lingua italiana si raccontano.
Questo elenco di traduttori, di opere tradotte e di studi non è certamente esaustivo. È soltanto un primo abbozzo di un panorama troppo vasto per essere esaurito in una presentazione inevitabilmente sommaria.

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