I ventitre giorni della città di Alba per la prima volta in tedesco
Autore: Edoardo Costadura e Olaf Müller
Beppe Fenoglio: Die 23 Tage der Stadt Alba. Erzählungen. Herausgeben und aus dem Italienischen von Edoardo Costadura, Charlotte Eggers, Marco Menicacci, Olaf Müller, Simone Rude, Sandra Stuwe, Berlin: Klaus Wagenbach, 2026.
In principio ci fu Marisa Fenoglio. La sorella di Beppe Fenoglio, che viveva a Marburgo sin dagli anni ’60 e dal cui salotto si vedeva l’Istituto di Filologia Romanza dell’Università, aveva iniziato, poco dopo il suo arrivo nella città universitaria dell’Assia, a contattare i professori dell’Istituto responsabili della letteratura italiana per sensibilizzarli all’opera letteraria del fratello. Il dipartimento di Filologia Romanza di Marburgo si rivelò evidentemente un ambiente particolarmente favorevole a questo scopo, poiché già negli anni ’90 il Prof. Bodo Guthmüller si impegnò intensamente nella diffusione dell’opera di Fenoglio nell’area di lingua tedesca, come testimoniano numerosi saggi e una mostra dedicata a Fenoglio e alla Resistenza. Quando Olaf Müller arrivò all’Università di Marburgo nel 2017, Marisa Fenoglio lo contattò immediatamente suscitando nuovamente grande entusiasmo. All’epoca erano disponibili in tedesco solo due testi di Fenoglio tradotti integralmente (Una questione privata – pubblicato in tedesco nel 1968 con il titolo Eine Privatsache – e La paga del sabato – pubblicato in tedesco nel 1971 con il titolo Eine feine Methode, tradotti entrambi da Heinz Riedt, traduttore per altro di Primo Levi). Prese corpo così l’idea di tradurre l’opera prima di Fenoglio, ovvero I ventitre giorni della città di Alba, sino allora inedita in tedesco nel suo assetto originale (la scelta operata da Moshe Kahn, sempre per Wagenbach, nel 1997, scorporava quattro racconti dei Ventitre giorni abbinandoli ad altri due provenienti da altre raccolte postume), e di coinvolgere nel progetto altri due Istituti di Filologia Romanza, ovvero Jena (Edoardo Costadura) e Costanza (Marco Menicacci).
Il corpus dei Ventitre giorni venne suddiviso fra i tre Istituti, e durante l’anno accademico 2018/2019 si svolsero nelle tre sedi seminari di traduzione, nel corso dei quali gli studenti tradussero e discussero una parte dei testi. Quindi, nell’aprile del 2019, le tre delegazioni si incontrarono ad Alba per discutere il lavoro sino ad allora svolto, beneficiando della generosa accoglienza della Fondazione Ferrero e del Centro Studi Fenoglio. Decisivo in questo fu il patrocinio di Marisa Fenoglio e del marito Giuseppe Faussone, grazie ai quali la Fondazione Ferrero mise a disposizione gratuitamente un pullman con autista, consentendo alla comitiva di recarsi su alcuni luoghi fenogliani nei dintorni di Alba (Valdivilla, il Pavaglione, San Benedetto, Mango). Per due giorni interi gli studenti e i docenti furono accolti nella Fondazione Ferrero, dove poterono lavorare nelle sale di conferenza attinenti alla Biblioteca. Negli altri giorni i lavori si svolsero nel Centro Studi Beppe Fenoglio.
I lavori si svolsero secondo due modalità: da un lato ogni singolo gruppo portò avanti le traduzioni dei testi di sua pertinenza, dall’altro singoli “slots” vennero dedicati al dialogo con gli altri gruppi, a fine di mettere a confronto e in comune metodologie, esperienze e risultati. Purtroppo il tempo non bastò per finalizzare un primo documento comune.
Per alcuni semestri il lavoro proseguì separatamente nelle tre sedi, non senza difficoltà e interruzioni dovute alla inevitabile fluttuazione degli studenti partecipanti ai corsi, ai diversi impegni dei docenti, al trasferimento di uno dei docenti da Costanza a San Gallo (Menicacci), e nel biennio 2020/2021 alle varie restrizioni connesse all’epidemia di Covid 19.
Il lavoro riprese nel 2024 con un gruppo ridotto comprendente i quattro docenti responsabili (Edoardo Costadura, Marco Menicacci, Olaf Müller, Sandra Stuwe) nonché due studentesse già presenti ad Alba nel 2019 e nel frattempo divenute anch’esse docenti e ricercatrici (Charlotte Eggers, Simone Rude). Le numerosissime sedute di lavoro in comune ebbero luogo online tramite Zoom.
Nel giro di un anno e mezzo, la traduzione dell’intero corpus è stata completata; tutti i testi sono stati rivisti e rielaborati in comune.
Nel tradurre, i curatori si sono attenuti al principio della traduzione “source-oriented”, cercando per quanto possibile di trasportare in tedesco la particolare dizione di Fenoglio: la sua laconicità, la compresenza di lingua parlata e di lingua dotta, a tratti aulica, la singolare e a talora brusca concretezza di certe sue immagini e metafore, il suo umorismo oscillante fra il carnevalesco-popolare e l’understatement britannico (si pensi all’incipit del racconto inaugurale ed eponimo della raccolta).
Il volume è completato da una postfazione dei curatori nonché da un glossario.