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Libri italiani in Repubblica Ceca tra il 2019 e il 2020

Autore: Letizia Kostner, traduttrice letteraria

04/03/2021

Libri italiani in Repubblica Ceca tra il 2019 e il 2020

Le logiche del mercato librario non sono sempre lineari e facili da decifrare, spiegare perciò come l’interesse per la letteratura italiana in Repubblica Ceca, a lungo sonnacchioso e intermittente, si sia fatto negli ultimi tempi più vigile e costante è un compito piuttosto complicato.

Basta comunque scorrere rapidamente i cataloghi degli editori locali per rendersi conto di come questo sia un momento fortunato per gli autori italiani. Alcune tra le case editrici più prestigiose, come Argo, riprendono a inserirli con maggiore frequenza nelle proprie collane, altre ci costruiscono sopra anche una discreta fortuna (Prostor, che pubblica Elena Ferrante). Se un tempo a pubblicare libri italiani era soprattutto Paseka oggi, solo per fare un qualche nome, ci sono anche Odeon, Kniha Zlín, Host. Il numero di titoli italiani presenti sul mercato librario ceco è in ogni caso cresciuto nell’ultimo biennio e, quel che più conta, la risposta del pubblico sembra incoraggiante.

Di certo parlando del successo della letteratura italiana all’estero non si può prescindere dal fenomeno Elena Ferrante. Nel corso degli ultimi due anni sono stati pubblicati i pochi volumi dell’autrice non ancora disponibili in lingua ceca (Spiaggia di notte, La figlia oscura, entrambi tradotti da A. Flemrová), L’invenzione occasionale (trad. dall’inglese di A. Kudrnová) nonché, in contemporanea con 34 altri paesi, l’ultimissimo La vita bugiarda degli adulti (trad. S. Baroni).

La quadrilogia, tradotta da A. Flemrová, si è confermata comunque un best seller e rimane ben visibile sugli scaffali delle librerie. Nel 2020 è stata anzi ripubblicata per intero, mentre nel 2019 la casa editrice Prostor ha riproposto I giorni dell’abbandono (trad. J. Volný), già uscito nel 2011 per le edizioni Kniha Zlín.

Elena Ferrante è inoltre la scrittrice italiana più recensita in assoluto. A dare un’idea del peso che le viene attribuito bastano i risultati di un’inchiesta pubblicata a fine anno nell’inserto culturale del quotidiano Právo e relativa ai libri più importanti dell’ultimo decennio: nella classifica dei cinque esperti interpellati, L’amica geniale si è piazzato al primo posto, superando Il senso della fine di Julian Barnes e La carta e il territorio di Michel Houllelbeque.

In una recentissima intervista rilasciata al quotidiano Mladá Fronta, alla domanda di rito sulla scrittrice italiana più famosa del momento e sul suo ruolo di traino per la nostra letteratura fuori da confini nazionali, Marco Missiroli (il suo Fedeltà è uscito nel 2020, trad. H. Legetporer) ha risposto che i nuovi autori italiani sarebbero riusciti comunque a imporsi all’attenzione del pubblico straniero, ammettendo tuttavia che il successo dell’autrice de L’amica geniale ha ampiamente accelerato il processo.

Elena Ferrante ha fatto in breve per la letteratura italiana in Repubblica Ceca e in generale all’estero quanto schiere di agenti letterari sognerebbero di ottenere nel corso della loro intera carriera: ha dato di riflesso maggiore visibilità alle opere dei suoi colleghi scrittori e soprattutto ha convinto gli editori che un titolo italiano può diventare un best seller, cosa che non accadeva forse dai tempi de Il nome della rosa di Umberto Eco.

Da qui anche la caccia alla nuova (o al nuovo) Elena Ferrante, l’ulteriore attenzione per le ultime uscite, la predilezione per gli scrittori da scoprire, quindi contemporanei, viventi, anche perché gli incontri con i lettori funzionano bene e sono sempre un ottimo volano per le vendite. Le traduzioni escono a distanza sempre più ravvicinata rispetto al testo in lingua originale. Negli ultimi due anni sono apparsi “giusto il tempo di tradurli” Il treno dei bambini di Viola Ardone (trad. A. Macková), Storia di una famiglia perbene di Rosa Ventrella (trad. P. Přívozniková), La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone (trad. M. Žačková), I leoni di Sicilia di Stefania Auci (trad. A. Flemrová), La luce rubata al giorno di Emanuele Altissimo (trad. A. Kalinová), Il primo giorno della mia vita di Paolo Genovese (trad. B. Mahlerová), già noto al pubblico ceco come regista cinematografico.

Molto seguiti sono anche i principali premi letterari italiani, in particolare il Campiello (Le assaggiatrici di Hitler di Rosella Postorino, trad. J. Montorio Doležalová) e lo Strega nelle sue varie categorie (M. il figlio del secolo di Antonio Scurati, trad. M. Kronbergerová; il già citato Missiroli; Addio fantasmi di Nadia Terranova, trad. M. Štefková). La predilezione per ciò che è nuovo ha purtroppo anche il suo rovescio: i libri hanno spesso vita breve, si bruciano velocemente e solo in pochi casi sono ancora reperibili in libreria a qualche anno di distanza dalla pubblicazione.

Il mercato librario internazionale è sempre più interconnesso e globale, gli editori cechi si guardano perciò intorno per capire cosa ha funzionato altrove. Quando non si tratta di novità assolute, propongono spesso opere già riscoperte con successo in Italia o in altri paesi.  È quanto avvenuto per casi letterari come L’arte della gioia, di Goliarda Sapienza (trad. H. Vorčová) o di L’ultima estate in città di Gianfranco Calligarich (trad. A. Flemrová). O presentano romanzi di scrittori già noti al pubblico – come Non luogo a procedere di Claudio Magris e La chimera di Sebastiano Vassalli, entrambi tradotti da K. Vinšová – che possono quindi contare su una propria cerchia di lettori. Stranamente sono spesso i piccoli editori a compiere le scelte più coraggiose e meno scontate. Come Rubato che nel 2019 pubblica Il cardillo addolorato di Anna Maria Ortese, voluto e tradotto da Jiří Pelán.

Sempre J. Pelán, docente di letteratura italiana all’Università Carlo di Praga, cura una corposa Letteratura italiana rinascimentale: un’antologia, riprendendo e integrando un progetto mai realizzato di un importante critico ceco scomparso nel 1987, Václav Černý.

Il contributo dei traduttori alla diffusione di una letteratura all’estero è sempre altissimo, ma difficile da quantificare. Oltre al lavoro visibile, ovvero alle traduzioni pubblicate, offrono un supporto meno evidente ma prezioso, leggendo e selezionando i libri, filtrando le proposte degli agenti letterari, proponendo in prima persona autori e opere.

Nel 2020 il premio Josef Jungmann, il più importante riconoscimento nazionale annualmente assegnato alla traduzione, è andato ad Alice Flemrová, docente di letteratura italiana presso l’Università Carlo di Praga e instancabile traduttrice letteraria. Impossibile elencare in questa sede la bibliografia completa delle sue traduzioni che spazia da Italo Svevo e Luigi Pirandello a Paolo Cognetti (Senza mai arrivare in cima, 2019) e Domenico Starnone (Lacci e Confidenza, 2020). Tra romanzi, fumetti e una raccolta di poesie, ben undici sono i titoli da lei tradotti solo nel periodo in esame. A. Flemrová era stata segnalata nella categoria principale anche per le traduzioni dei volumi La figlia oscura di E. Ferrante e La paranza dei bambini, di Roberto Saviano, ma si è aggiudicata il premio con Tutti hanno ragione di Paolo Sorrentino, edito dalla piccola ma interessante Dybbuk. Al prestigioso riconoscimento hanno fatto seguito una serie di articoli e interviste sui giornali e alla radio che hanno ulteriormente contribuito a dare visibilità alla letteratura italiana più recente.

E a proposito di radio: è un mezzo affidabile e fondamentale per la diffusione della cultura nel paese, presenta regolarmente le novità librarie e soprattutto letture integrali o adattate di opere di particolare interesse. Tra il 2019 e il 2020 i canali radiofonici Vltava e Dvojka, oltre a massicce dosi di E. Ferrante (L’amore molesto, La vita bugiarda degli adulti, I giorni dell’abbandono, La figlia oscura), hanno proposto agli ascoltatori cechi Milena Agus (Mal di pietre, trad. Flemrová, 2010), Paolo Sorrentino (Tutti hanno ragione), Italo Calvino (5 racconti da Gli idilli difficili, trad. K. Vinšová, 2018), Domenico Starnone (Lacci), Antonio Moresco (La lucina, trad. A. Flemrová, 2017), nonché i radiodrammi Lu santo jullare Francesco di Dario Fo (trad. M. Feltlová) e la triologia Lehman Brothers di Stefano Massini (trad. I. Novotná). Gli adattamenti radiofonici sono stati curati e supervisionati quasi interamente da Marina Feltlová, che lavora nella redazione artistica e culturale della radio ceca ed è traduttrice dall’italiano.

Purtroppo la poesia si rivolge ormai a un pubblico di nicchia anche in un paese con una forte tradizione poetica come la Repubblica Ceca: in due anni l’unico volume pubblicato è una scelta bilingue di componimenti di Pier Paolo Pasolini, tradotti da A. Flemrová e T. Maras. Non sorprende perciò l’assenza totale di interesse per gli autori contemporanei di poesia.

Nella letteratura di genere è chiara la predilezione per il giallo. Tra i titoli riconducibili a questo filone troviamo Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti (trad. H. Lergetporer), Addicted di Paolo Roversi (trad. T. Sieglová), Uccidi il padre di Sandrone Dazieri (trad. S. Baroni), Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni (trad. H. Schwarzová), Il suggeritore di Donato Carrisi (trad. M. Štefková). Un grande interesse suscita poi il romanzo storico: nel giro di due anni sono stati pubblicati Le passioni dell’anima di Raffaele Simone, Romolo, il primo re di F. Forte e G. Anselmi, tutti tradotti da E. Klímová, La ragazza che toccava il cielo di Luca Di Fulvio (trad. M. Bárová), Giacomo Casanova: la sonata dei cuori infranti (trad. H. Tůmová) e I Medici: decadenza di una famiglia (trad. P. Najmanová) di Matteo Strukul, che completa la tetralogia dedicata ai Medici già apparsa in precedenza. A metà tra giallo e romanzo storico si colloca poi La misura dell’uomo, di Marco Malvaldi (trad. S. Flemrová)

Altro dato da rilevare è l’interesse crescente per il fumetto. In controtendenza rispetto a quanto avviene per la narrativa, negli ultimi anni sono stati pubblicati in ceco soprattutto autori ormai classici del genere, come Hugo Pratt (trad. A. Flemrová) e Guido Crepax, ma anche Milo Manara (entrambi tradotti da D. Steublová) e i più giovani Adriano Barone e Officina infernale (trad. A. Jacková). Un volume di Zero Calcare era stato pubblicato nel 2018, tradotto però dall’inglese.

Non occorre ribadire quanto difficile sia stato il 2020 anche per l’editoria ceca. Diverse novità sono apparse mentre le librerie chiudevano, numerose uscite sono slittate di vari mesi, i programmi editoriali sono spesso saltati, la Fiera del libro di Praga, che si tiene ogni anno in primavera, è stata cancellata, molti autori hanno dovuto rinunciare a incontrare il proprio pubblico. Gli editori oggi sono di sicuro ben più cauti nell’acquisto dei diritti, in alcuni casi li hanno sospesi.

Forse gli effetti della pandemia nel settore editoriale saranno più evidenti nel prossimo biennio. Per ora, una settantina di titoli italiani – per lo più novità e qualche riedizione – pubblicati tra il 2019 e il 2020 in un paese che, con solo dieci milioni di abitanti, ha un pubblico di lettori limitato, può essere considerato un risultato più che soddisfacente.

 

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