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ApprofondimentiIn altre lingue

Natalia Ginzburg in altre lingue

Autore: Giulia Bassi (Università degli Studi di Siena)

14/05/2020

Natalia Ginzburg in altre lingue

Scrittori tradotti da scrittori
«Alcuni pensano che gli scrittori traducano meglio di altri. Io non lo penso». Così Natalia Ginzburg introduceva la sua traduzione de La signora Bovary, apparsa per Einaudi nella collana «Scrittori tradotti da scrittori» nel 1983.
Oggi, per ironia della sorte, i protagonisti della diffusione delle sue opere nel mondo sono soprattutto scrittori e scrittrici: da Tim Parks, Rachel Cusk, Colm Tóibín e Claire-Louise Bennett che firmano le introduzioni delle edizioni inglesi di Daunt Book, fino a Carmen Martín Gaite e Andrés Barba traduttori per il castigliano, Alba Dedeu e Meritxell Cucurella-Jorba per il catalano, Nathalie Bauer per il francese e Atzugo Suga per il giapponese.
Le opere di Natalia Ginzburg sono tradotte in quasi trenta lingue diverse. Caro Michele è il titolo più tradotto, in oltre venti lingue, seguito da Lessico famigliare e da Tutti i nostri ieri. È la scrittrice dei rapporti familiari e delle atmosfere domestiche, delle «tribù» come le aveva chiamate Cesare Garboli, quella più letta, amata e capita.

Natalia Ginzburg oggi
La prima edizione in lingua straniera risale al 1949, con il volume The Road to the City. Two Novelettes (che includeva anche The Dry Heart) tradotto da Frances Frenaye per la Doubleday di New York. Il mercato editoriale angloamericano è ancora oggi tra i più attivi nel riproporre le opere di Ginzburg. Come ha messo in luce Tommaso Munari (L’Inghilterra ha riscoperto Natalia Ginzburg, “Il Sole 24 Ore”), nel 2018 la casa editrice Daunt Books ha pubblicato Family Lexicon (trad. Jenny McPheb) e The Little Virtues (trad. Dick Davis), mentre nel 2019 sono apparsi Voices in the Evening (trad. D.M. Low) e Happiness, as Such (Caro Michele, trad. a cura di M.Z. Proctor).

Dagli anni Cinquanta ad oggi, le traduzioni in lingua inglese sono le più numerose e comprendono più di trenta titoli, fra cui le edizioni canadesi della Toronto University di tutto il teatro (The Wrong Door: the Complete Plays of Natalia Ginzburg, trad. Wendell Ricketts, 2008) e di tutti i racconti (The Complete Short Stories of Natalia Ginzburg, trad. Paul Lewis, 2011).
Dopo l’inglese, è il tedesco la lingua attraverso cui è più diffusa l’opera di Ginzburg, seguito dal francese. Si contano quasi trenta titoli, a cominciare dal 1964 e dal 1965 con Die Stimme des Abens, Mein Familien-Lexikon e Er und Ich, curate della scrittrice e traduttrice Alice Vollenweider. Dalla fine degli anni Novanta, spiccano soprattutto le traduzioni di Maja Pflug, biografa di Natalia Ginzburg. In Francia, invece, è stata in particolare la casa editrice Denoël a proporre le opere di Ginzburg nelle traduzioni dello scrittore svizzero Georges Piroué. Recentemente, nel 2019, sono apparsi Tous nos hiers e Le voix du soir tradotti dalla scrittrice francese Nathalie Bauer per le edizioni Liana Levi.
Insieme all’Inghilterra, oggi anche la Spagna e la Catalogna stanno riscoprendo Natalia Ginzburg. Dal 2002 al 2019 la casa editrice Acantilado ha presentato Ginzburg al pubblico spagnolo come «una de las voces más singulares de la literatura italiana del siglo XX», pubblicando Las pequeñas virtudes (2002), Querido Miguel (2003), Antón Chéjov: vida a través de las letras (2006) Serena Cruz o la verdadera justicia (2010), Y eso fue lo que pasó (2016), Me casé por alegría (2018), El camino que va a la ciudad (2019). Acantilado ha proposto le traduzioni di Celia Filippetto, traduttrice anche di Elena Ferrante, e di scrittori come Andrés Barba e Carmen Martín Gaite, che della prosa di Ginzburg ha sottolineato la sua «capacidad para elevar el “tono menor” a categoría universal».
A partire dal 2008, anche la casa editrice Lumen ha pubblicato in castigliano Familias (El camino que va a la felicidad; Familia; Burguesía), Ensayos (2009), Las tareas de casa y otros ensayo (2016), Léxico familiar (2016) e La ciudad y la casa (2017), nelle traduzioni di Flavia Company e Mercedes Corral.
Accanto alla proposta in lingua castigliana, è stata sistematica negli ultimi anni quella in lingua catalana. Dal 2015, quasi ogni anno è uscita una traduzione in catalano: Àtic dels Llibres ha pubblicato Les petites virtuts (2015) e Anton Txékhov: vida a través de les lletres (2018), entrambi tradotti da Elena Rodríguez; mentre per Edicions de la Ela Geminada sono apparsi Ha anat així (2017, trad. Alba Dedeu), Sagitari (2018, trad. Marina Laboreo Roig), Les veus del capvespre (2019, trad. Esteve Farrés). A queste si sono aggiunte La ciutat i la casa edito da Club Editor e soprattutto i due volumi di Tot el teatre con testo italiano a fronte editi da Prometeu Edicions, tutti tradotti tra il 2017 e il 2018 dalla poetessa Meritxell Cucurella-Jorba.

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