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4 Maggio 2022

Il libro italiano in Montenegro

Autore:
Deja Piletić, Università del Montenegro

Numerosi sono i legami storico-culturali che uniscono il Montenegro all’Italia. Questi legami traggono la loro origine da varie epoche della storia montenegrina. Per far capire la diversità della loro natura, basta citare solo alcuni fatti: i quattro secoli di dominio della Serenissima su una parte significativa dell’odierna costa montenegrina in cui, di conseguenza, l’italiano rimase la lingua ufficiale dell’amministrazione fino al 1918; il matrimonio della principessa montenegrina Jelena Petrović con Vittorio Emanuele III di Savoia verso la fine dell’Ottocento; la presenza italiana sul territorio montenegrino durante la Seconda guerra mondiale. Queste vicende storiche hanno lasciato tracce anche nella vita culturale del Montenegro ed è proprio in esse che possiamo trovare la motivazione per la pubblicazione del gran numero di testi italiani tradotti in montenegrino.  

Il Montenegro è un paese che può vantarsi di aver fondato una delle prime tipografie statali in Europa, la tipografia che nel 1493 fu portata da Venezia e in cui furono stampati i primi libri in cirillico nei Balcani. Ciononostante, la storia di continue guerre non permise a questo piccolo stato di continuare a svilupparsi in vari campi della vita sociale e culturale, e quindi neanche nell’ambito dell’editoria e ancor meno nella traduzione letteraria. Infatti, la sopra menzionata tipografia fu distrutta nel 1692 dagli stessi Veneziani, i quali, in ritirata dall’invasione ottomana, la incendiarono insieme al Monastero di Cettigne dove all’epoca si trovava. La nuova tipografia fu fondata solo nel 1834 grazie al principe vescovo, il più grande poeta montenegrino Petar II Petrović Njegoš. Già dall’anno successivo vi si cominciarono a stampare i primi testi letterari, insieme alle riviste letterarie montenegrine con le prime presentazioni e traduzioni di opere di scrittori italiani. 

La presenza della letteratura italiana in Montenegro dal 1834 al 1918 (anno in cui il Montenegro, annesso alla Serbia, entrò a far parte del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, poi Jugoslavia, perdendo la propria sovranità) è stato il tema di un’ampia ricerca svolta dalla prof.ssa Vesna Kilibarda, docente di letteratura e civiltà italiana presso l’Università del Montenegro. Questa ricerca ha rivelato che, per quanto riguarda la presenza di tutte le letterature straniere nel Montenegro dell’epoca, quella italiana occupava il secondo posto, dopo la letteratura russa. In effetti, al pubblico montenegrino, nell’indicato periodo di tempo, fu presentata una cinquantina di scrittori italiani. Furono tradotte le opere di autori come Leopardi, Carrer, Guerrini, Bracciolini, Grazia Pierantonini Mancini, Matilde Serao, Castelvecchio, Emma Borgen Conigliani, Venosta, D’Annunzio, Fucini, De Amicis, Carducci, Foscolo, Ada Negri. Tra i nomi dei più importanti traduttori e divulgatori della letteratura italiana in Montenegro primeggia il nome di L. Tomanović, poi Ž. Dragović, S. V. Vrčević (il primo dantista montenegrino), F. J. Kovačević, N. S. Crnogorčević ecc. 

La prima opera italiana integralmente tradotta e pubblicata in montenegrino fu l’ode di G. Carducci il Piemonte (traduzione di Dragović). Anche la successiva opera integralmente tradotta e pubblicata in Montenegro è caratterizzata dal forte spirito patriottico – il romanzo Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo (traduzione di Vrčević). L’ultima traduzione dall’italiano pubblicata in Montenegro prima della sua scomparsa dalla mappa politica dell’Europa (1918) fu un estratto dalla poesia di Leopardi, All’Italia (traduttore anonimo).

Seguendo il successivo percorso delle pubblicazioni montenegrine dei testi italiani, con l’aiuto delle ricerche esistenti e della ricerca del Fondo bibliotecario montenegrino informatizzato, abbiamo potuto individuare tre grandi categorie di testi appartenenti a tre generi diversi: 

  1. Traduzioni letterarie, come pubblicazioni separate (case editrici Nova knjiga, Unireks, Narodna knjiga, Daily Press, Obod, ecc.) o come poesie scelte o estratti di prosa pubblicati in varie riviste letterarie, tra cui primeggiano le riviste Stvaranje, Ars e Novi susreti;
  2. Traduzioni della letteratura di viaggio;
  3. Traduzione degli scritti specialistici e documenti storici. 

Gli ultimi due gruppi di testi rappresentano un corpus significativo delle traduzioni e servono come prova tangibile non solo dei legami storici tra il Montenegro e l’Italia, ma anche come fonte per le ricerche storiche che si occupano di varie epoche della storia montenegrina. Si tratta di pubblicazioni delle case editrici CID, Matica Crnogorska e OKF. 

Un’intensificazione dell’attività editoriale e traduttiva in Montenegro si nota intorno agli inizi del 2000, periodo in cui questo paese si prepara alla riconquista della propria indipendenza, che avrà luogo nel 2006. Ed è proprio a partire da questo periodo che comincia la rassegna delle traduzioni italiane pubblicate in Montenegro che presenteremo di seguito. 

In questo periodo vengono pubblicati vari scritti appartenenti alla letteratura di viaggio, testi specialistici e diversi testi e documenti storici. Tra i vari autori tradotti, troviamo: B. Biasoletto, F. Dall’Ongaro, A. Baldacci, P. Generini, V. Mantegazza, A. Serristori, P. Sticotti, G. Fassò, A. Martinelli, E. Colombatto, V. Vanutelli, M. Cagni, F. Guala, C. Alvaro, T. Vedovi, G. Procacci, G. Ferroni, G. Sartori, V. Ferrari, G. Scotti, S. Mazzolini, L. Vivalda, E. Gobetti, F. Goddi, C. Siccardi. 

Quando si tratta delle traduzioni letterarie pubblicate integralmente, è molto importante precisare che le case editrici montenegrine acquisiscono i diritti per la pubblicazione delle opere straniere in linea di massima insieme alla loro traduzione in lingua serba (più raramente croata). La spiegazione di questo fenomeno risiede, tra l’altro, nel ristretto mercato montenegrino, nonché nel fatto che la lingua serba, croata, bosniaca e montenegrina sono talmente simili che la comprensione tra i loro parlanti è pressoché totale. Pertanto, la lista delle pubblicazioni letterarie che presentiamo in questo articolo va intesa solo come lista degli autori italiani le cui opere sono state pubblicate da parte delle case editrici montenegrine negli ultimi due decenni. Infatti, oltre a quelle, a disposizione dei lettori montenegrini, si trova anche un grande numero di traduzioni pubblicate dalle case editrici serbe e anche croate – si tratta sia di traduzioni di classici, che di scrittori italiani contemporanei. Basta consultare l’offerta attuale nelle librerie montenegrine, nonché il Fondo bibliotecario montenegrino, che, per l’arco temporale preso in esame, dispone di più di 2000 titoli di opere italiane. 

Tra gli scrittori italiani più letti in Montenegro negli ultimi due decenni spiccano: U. Eco, A. Baricco, S. Tamaro, C. Magris, S. Benni, N. Ammaniti, R. Saviano, F. Moccia, E. Ferrante… Alcuni di loro sono anche stati ospiti di varie edizioni della Fiera del libro o altri incontri: Magris, Benni, Moccia, Francesca Melandri. 

Inoltre, riteniamo importante menzionare che alcune opere di scrittori italiani fanno parte della lettura obbligatoria prevista dal programma scolastico montenegrino – mentre gli alunni delle scuole elementari leggono Pinocchio (C. Collodi) e L’isola di Arturo (E. Morante), i liceali montenegrini si occupano di poesie di Petrarca, della scelta dei canti dell’Inferno di Dante nonché dei racconti tratti dal Decameron di Boccaccio. 

Tra i nomi dei traduttori montenegrini di testi letterari, possiamo trovare il nome di V. Kilibarda, R. Lainović, U. Zeković, I. Mrvaljević, K. Popović, A. Mijušković e altri, mentre gli scritti specialistici, la letteratura di viaggio, testimonianze e documenti storici sono stati tradotti per lo più da M. Niković, V. Andrejević, D. Mraović, nonché dalle docenti di lingua e letteratura italiana del Dipartimento di Italianistica dell’Università del Montenegro: V. Kilibarda, D. Piletić, R. Lazarević, O. Popović, G. Luburić, C. Brajičić.