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9 Novembre 2022

Il libro italiano in Ucraina

Autore:
Mariana Prokopovych, traduttrice

L’interesse degli intellettuali ucraini per la letteratura italiana comincia a manifestarsi nei secoli del Rinascimento e del Barocco, allorché gli autori italiani venivano letti o in originale o in traduzioni polacche, come è testimoniato dalle ampie citazioni di testi italiani nelle opere degli scrittori ucraini dell’epoca.

Al Settecento risalgono le prime traduzioni nella lingua letteraria ucraina: un rifacimento in versi di una delle novelle di Boccaccio e una versione di alcuni frammenti della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.

Vere e proprie traduzioni di testi di letteratura italiana appaiono solo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando si afferma e consolida la nuova letteratura scritta in ucraino moderno. In questo periodo si pubblicano traduzioni delle poesie di Dante, Petrarca, Michelangelo, Leopardi, Carducci, Ada Negri, Foscolo etc. Fra i traduttori dell’epoca, possiamo citare nomi importanti, come quelli di Ivan Franko, Lesja Ukrajinka, Pavlo Hrabovskyj, Vasyl Shchurat, Petro Karmanskyj.

Fra le due guerre compaiono traduzioni di autori come Goldoni, Verga, De Amicis, Giovagnoli. Esce inoltre la prima traduzione, anche se incompleta, del Decamerone di Boccaccio.

Nel secondo dopoguerra, il numero degli autori italiani tradotti in ucraino saumenta  considerevolmente. Compaiono, tra gli altri, edizioni di opere di Manzoni, Leopardi, Tomasi di Lampedusa, Pratolini, Palazzeschi, Moravia, Calvino. Nel 1976 viene pubblicata la prima traduzione completa della Divina Commedia ad opera di Jevhen Drobiazko (Purgatorio e Paradiso erano usciti come edizioni separate, rispettivamente nel 1968 e nel 1972). Una menzione a parte merita la prima traduzione integrale del Decamerone ad opera del geniale traduttore Mykola Lukash, che non è solo una fedele e congeniale versione del capolavoro di Boccaccio, ma anche un testo esemplare per la straordinaria ricchezza e perfezione nell’uso della lingua ucraina. Negli anni 1980, a Monaco di Baviera, esce un libro di traduzioni ucraine dal Canzoniere di Petrarca, ad opera di Ihor Kachurovskyj, un poeta della diaspora ucraina.

Un ruolo fondamentale nella divulgazione della letteratura italiana in Ucraina spetta alla rivista di letterature straniere «Vsesvit» («Universo»), sulle cui pagine sono state pubblicate traduzioni dei maggiori poeti italiani, classici e contemporanei, quali Dante, Petrarca, Marino, Grazia Deledda, Pavese, Ungaretti, Montale, Quasimodo, Saba e molti altri. Negli anni 1960-70-80 la rivista pubblica anche traduzioni dei romanzi di Nievo, Vittorini, Sciascia, Malaparte, Tomasi di Lampedusa, Moravia, Calvino, le novelle di Pavese, Buzzati, Malerba, Soldati, Bevilacqua e altri. Fra i traduttori dall’italiano di quell’epoca, oltre a quelli sopra menzionati, spiccano Hryhorij Kochur, Jurij Pedan, Anatol Perepadia, Viktor Shovkun, Petro Sokolovskyj, Iryna Steshenko, Oleksandr Mokrovolskyj, Ivan Dziub, Ivan Trush, Dmytro Pavlychko – alcuni dei quali sono stati attivi anche oltre l’anno 2000.

Con l’arrivo dell’indipendenza, la situazione delle traduzioni di letteratura italiana cambia radicalmente. Da un lato, cadono tutti i limiti posti dalla censura ideologica e si intensificano notevolmente i rapporti fra l’Italia e l’Ucraina, dall’altro, il crollo dell’economia e il bassissimo potere d’acquisto degli ucraini negli anni 1990 causano la crisi dell’editoria ucraina, precedentemente sostenuta dallo Stato. Tuttavia anche in quel periodo vengono pubblicate traduzioni dall’italiano, sia in volume (Machiavelli, Pirandello, Rodari, Pavese), sia sulla rivista Vsesvit, la quale, tra l’altro, accoglie la traduzione di Il pendolo di Foucault di Umberto Eco ad opera di Mariana Prokopovych, vero e proprio caso editoriale di quegli anni. Anche nei decenni seguenti Vsesvit continua a pubblicare varie traduzioni dall’italiano, fra cui quella di San Silvano di Giuseppe Dessí ad opera di Oleksandra Rekut-Liberatore e quella di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda ad opera di Hennadij Fedorov. Inoltre, molte traduzioni della poesia italiana vengono incluse in varie raccolte e antologie.

Dall’inizio degli anni 2000, con la ripresa dell’economia ucraina, comincia a risvegliarsi, seppur lentamente, anche l’editoria. Un ruolo importantissimo spetta all’Istituto italiano di cultura a Kyiv, all’epoca diretto da Nicola Franco Balloni, che ha sostenuto attivamente la pubblicazione di traduzioni di testi di letteratura italiana. Questo Istituto, insieme a quello della Letteratura dell’Accademia delle Scienze Ucraina e alla casa editrice Folio, ha inaugurato una collana “Biblioteca della letteratura italiana”, in cui sono stati pubblicati i più importanti classici, come la Divina Commedia e laVita Nova di Dante, il Canzoniere di Petrarca, il Decamerone di Boccaccio, I Promessi sposi di Manzoni, Il Principe di Machiavelli, Il Piacere di d’Annunzio, La Coscienza di Zeno di Svevo, I nostri antenati di Calvino, Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, commedie di Goldoni, opere di Pirandello e Grazia Deledda, romanzi di Pavese ecc.

Negli anni 2010 il mercato editoriale ucraino ha continuato a riprendere vigore, anche grazie alla crescita del benessere degli ucraini. Aumentano le traduzioni di testi di letteratura italiana, soprattutto contemporanea. Tra l’altro, vengono tradotti e pubblicati tutti i romanzi di Umberto Eco (casa editrice Folio, trad. Mariana Prokopovych e Julia Hryhorenko). La stessa Folio ha pubblicato quattro volumi del giallista italiano Giorgio Scerbanenco che aveva radici ucraine (trad. Volodymyr Chajkovskyj, Jurij Pedan e Mariana Prokopovych). Invece la casa editrice Klub simejnoho dozvillia ha pubblicato la nota tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante (trad. Lubov Kotliar e Mariana Prokopovych), come anche il suo romanzo La vita bugiarda degli adulti (trad. Mariana Prokopovych).

Fra i titoli pubblicati nell’ultimo decennio ricorderemo: Novecento, Seta, Oceano mare e Senza sangue di Baricco (ed. Klub simejnoho dozvillia e Folio, trad. Roman Skakun, Julia Hryhorenko, Alina Nemirova), La solitudine dei numeri primi e Il nero e l’argento di Paolo Giordano (ed. Vydavnytstvo Staroho Leva, trad. Andrij Masliukh), Se una notte d’inverno un viaggatore di Italo Calvino (ed. Vydavnytstvo Staroho Leva, trad. Roman Skakun), Se questo è un uomo di Primo Levi (ed. Vydavnytstvo Staroho Leva, trad. Mariana Prokopovych), Eva dorme e Più alto del mare di Francesca Melandri (ed. Nora-Druk, trad. Mariana Prokopovych), La natura esposta di Erri De Luca (ed. Vydavnytstvo Anetty Antonenko, trad. Lubov Kotliar), Non ti muovere di Margaret Mazzantini (ed. Klub simejnoho dozvillia, trad. Viktor Stepanov), Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern (ed. Klio, trad. Andrij Omelianiuk), Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia (ed. Klub simejnoho dozvillia, trad. Iryna Cascei), Fedeltà di Marco Missiroli (ed. Fors Ukraina, trad. Viktoria Chernenko).

Nel campo del libro per i ragazzi, i campioni assoluti sono Carlo Collodi e Gianni Rodari, i cui libri sono ripubblicati continuamente, in nuove traduzioni. Negli ultimi anni, però, sono stati pubblicati anche altri autori italiani di libri per i giovani, come Angela Nanetti, Pierdomenico Baccalario, Michele d’Ignazio e Silvana de Mari.

I libri italiani di saggistica, purtroppo, sono ancora insufficientemente rappresentati nell’editoria ucraina. Si possono menzionare, fra l’altro, Storia dell’arroganza di Luigi Zoja (ed. Astrolabia, trad. Svitlana Sarvira), Le mie gioie terribili di Enzo Ferrari (ed. Nora-Druk, trad. Mariana Prokopovych), Accidia di Sergio Benvenuto (ed. Vydavnytstvo Anetty Antonenko, trad. Lubov Kotliar), Homo Sacer, v.1 di Giorgio Agamben (in preparazione, trad. Ivan Ivashchenko), come anche alcuni testi di Umberto Eco.

Una menzione particolare merita infine la pubblicazione tra 2013 e 2015 di una nuova traduzione integrale della Commedia di Dante ad opera di Maksym Strikha, presso l’editore Astrolabia.