Intervista a Stefania Graziano, creatrice e direttrice del Festival franco-italiano di letteratura e di cultura di Bordeaux
Autore: Paolo Grossi
Si è concluso nei giorni scorsi a Bordeaux la settimma edizione del Festival -francoitaliano di letteratura e di cultura. Ne parliamo con la creatrice e direttrice del festival, Stefania Graziano.
Quali sono state le novità di questa settima edizione del Festival? Quali gli eventi di maggiore rilievo?
La grande novità di questa edizione del festival è stata sicuramente la partecipazione alla trasmissione radiofonica “La lingua batte” di Radio Rai 3 condotta dallo scrittore e consulente letterario del festival, Paolo Di Paolo. Gli ospiti Yari Selvetella, Carla Maria Russo, Nino Cannatà e Corrado De Rosa hanno dialogato con Paolo Di Paolo sulle “Parole Tradite”. L’intervista, che si è tenuta davanti ad un pubblico numeroso ed attento nel bellissimo anfiteatro della biblioteca centrale di Bordeaux, è stata registrata e trasmessa nella puntata di domenica 26 aprile. Oggi la si può riascoltare in podcast.
Tra gli eventi di maggiore rilievo va sicuramente citata la proiezione di film e documentari nei cinema delle città che partecipano al festival, con una particolare attenzione ai film inediti, sottotitolati in francese per l’occasione dalla nostra associazione. Quest’anno è stata la volta di “L’isola degli idealisti” di Elisabetta Sgarbi, film che ha riscosso molto successo. Tratto dal romanzo di Giorgio Scerbanenco, il film ci ha permesso di parlare anche della letteratura poliziesca italiana.
Altra novità, che ci auguriamo abbia un seguito, sono gli incontri tra alcuni dei nostri ospiti e gli studenti dei licei. Tali incontri, in presenza degli insegnanti e di alcuni soci dell’associazione Notre Italie, hanno luogo nelle classi dove abitualmente si tengono le lezioni. Gli scambi sono stati molto ricchi e gli studenti hanno espresso il desiderio di organizzare regolarmente degli incontri intergenerazionali con i soci di Notre Italie.
I partner del festival sono soprattutto pubblici o privati? Più in particolare, l’interazione con le istituzioni cittadine ha dato risultati positivi?
I partner del festival sono soprattutto pubblici. Alle istituzioni locali che ci hanno appoggiati sin dalla creazione del festival, Bordeaux Métrople, città di Bordeaux, Talence, Gradignan e Latresne, si sono affiancati, per il secondo anno consecutivo, il Cepell, centro per il libro e la lettura, assieme all’Istituto di Cultura di Marsiglia e, da quest’anno, anche quello di Parigi. Le interazioni con le istituzioni cittadine sono indispensabili e molto interessanti. Disporre di sale municipali, biblioteche e altri luoghi pubblici permette al festival di integrarsi meglio con il paesaggio culturale locale oltre a creare scambi e sinergie. Inoltre, essendo il festival su vari comuni della Métropole, il pubblico si sposta e frequenta luoghi, anche non molto lontani, dove non avrebbe occasione di andare.
Nel complesso, è soddisfatta dell’esito di questa edizione del festival? La risposta del pubblico è stata all’altezza delle sue attese?
Sia noi organizzatori, che il pubblico e gli ospiti, siamo molto soddisfatti di questa edizione che ha confermato il festival tra gli appuntamenti culturali francesi di un certo spessore. La manifestazione si sviluppa ed il merito va anche ai media che ci dedicano sempre più spazio. A parte la già citata trasmissione “La lingua batte”, penso per esempio ad alcuni articoli di quotidiani locali e nazionali.
Il pubblico è stato numeroso e soprattutto molto sensibile agli eventi proposti. In Francia, un paese centralizzato, spesso si guarda a Parigi per molti eventi culturali e, fino ad alcuni anni fa, anche per ciò che riguardava l’Italia. E pertanto le città di grande interesse sono numerose e la cultura italiana, in tutte le sue sfaccettature, si invita sempre di più. Credo che Bordeaux che, fino a poco tempo fa, poteva apparire lontana dall’Italia e non solo geograficamente, sia sempre più sensibile al nostro paese, alle sue tendenze, ai suoi gusti, alle sue specialità e ricchezze. Posso dire che il festival e anche l’associazione Notre Italie che ne è all’origine hanno contribuito a far conoscere un’Italia più autentica e lontana dagli stereotipi.
Progetti e programmi per il prossimo anno…?
Anche l’edizione del prossimo anno si terrà in aprile, ma le date sono ancora da confermare. Sarà sempre un festival itinerante e, alle località già note, se ne affiancheranno altre con cui abbiamo avviato delle relazioni. Tra le novità su cui stiamo lavorando, una merita senz’altro qualche attenzione. Il festival farà tappa in Italia dove presenterà autori francesi. Prima data a giugno di quest’anno, il 23, a l’Institut Français di Firenze per la presentazione dello scrittore Pierre Adrien.
Il festival metterà l’accento anche sulla questione della lingua, un soggetto a cui aveva dedicato grande spazio nelle prime edizioni. Si parlerà della lingua italiana ma anche delle numerose altre lingue che fanno la ricchezza del nostro paese.