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12 Ottobre 2022

Il libro italiano nei Paesi Bassi e nelle Fiandre (Belgio)

Autore:
Raniero Speelman, docente universitario di italiano e traduzione e traduttore letterario

Due enti parastatali

Due enti semigovernativi, il Nederlands Letterenfonds e il Vlaams Letterenfonds sovvenzionano le traduzioni letterarie verso e dal neerlandese nei Paesi Bassi e nelle Fiandre (Belgio), paesi che collaborano intensamente a livello editoriale e educativo. In queste pagine prenderemo in considerazione le traduzioni verso il neerlandese nel triennio 2019-2021. Per quanto riguarda l’italiano, il ruolo del Nederlands letterenfonds (con 44 titoli) è più rilevante rispetto a quello dell’ente di Anversa (una sola traduzione). Anche i profili dei sussidi dati dai due enti sono diversi: mentre nei Paesi Bassi prevalgono di gran lunga le traduzioni dall’inglese (che rappresentano quasi la metà dei progetti approvati, seguiti dal tedesco e dalle tre grandi lingue romanze), nelle Fiandre il francese è la lingua più sussidiata, seguita dal tedesco e dall’inglese. Il Nederlands Letterenfonds seleziona le candidature sulla base di molteplici criteri: la qualità letteraria del progetto; il curriculum del traduttore; il contratto fra editore e traduttore; la cura filologica, l’eventuale particolare difficoltà del testo. Una commissione di specialisti (accademici o traduttori), i cui membri sono nominati per due anni (rinnovabili una sola volta), è incaricata di assegnare i contributi. All’interno di Letterenfonds, un dispositivo specifico, Schwob, è destinato al sostegno dei classici moderni.

 

Traduttori

Se guardiamo alle traduzioni effettivamente pubblicate con un sussidio dei due Letterenfondsen, constatiamo che molti traduttori hanno ricevuto contributi per più titoli, anche nel corso dello stesso anno. Nel periodo preso in considerazione non mancano traduttori di un solo libro, ma prevalgono di gran lunga i traduttori che riescono ad ottenere ulteriori sussidi, come Manon Smits (10 titoli), Jan van der Haar (6 titoli), Henrieke Herber (5), Pieter van der Drift (4), Pietha de Voogd, Els van der Pluijm, Mara Schepers e Mirjam Bunnik (3). Questo rivela che alcuni traduttori grazie al Letterenfonds riescono a lavorare più o meno a tempo pieno, assicurandosi un reddito complessivo certo non lauto, ma almeno dignitoso. Tra i libri che hanno beneficiato dei contributi di Letterfonds troviamo molti testi considerati complessi e difficili da tradurre e/o lunghi, come i libri di Antonio Scurati dedicati a Mussolini, il romanzo di Dolores Prato Giù in piazza non c’è nessuno o Menzogna e sortilegio di Elsa Morante, o opere che possono essere ormai ascritte al ruolo di classici moderni, come Il compagno dagli occhi senza cigli di Gabriele d’Annunzio, una nuova traduzione di un’ampia selezione delle Novelle per un anno pirandelliane, L’isola di Arturo e un libro di reportages di guerra di Curzio Malaparte, Il Volga nasce in Europa). 

Ciò non significa che il sistema respinga i giovani. Anzi, il Nederlands Letterenfonds collabora con l’Università di Utrecht nell’Expertisecentrum Literair Vertalen (ELV, “centro perizia traduzione letteraria”) nell’organizzazione di attività di formazione e di incontro per giovani traduttori, e la rivista “Filter” è un’importante punto di riferimento per gli studenti della laurea magistrale di traduttologia dello stesso Ateneo. Ma sono pochi gli studenti che optano per l’incerto futuro di traduttore letterario. Molte case editrici, del resto, esitano ad affidare un lavoro a chi non conoscono e preferiscono contatti sperimentati ed affidabili. Di conseguenza, il mondo della traduzione letteraria resta più chiuso di quanto non potrebbe essere. 

Non sono pochi i traduttori che lavorano in tandem. Oltre alle coppie fisse già menzionate, lavorano di solito insieme Mieke Geuzebroek e Pietha de Voogd, Mirjam Bunnik e Mara Schepers, talvolta anche Henrieke Herber e Ada Duker. La qualità del prodotto finale risente positivamente di questa collaborazione. 

Nel 2021 una versione dell’Inferno dantesco in versi liberi e in un linguaggio misto di poetry slam, spoken word e rap, destinato ai giovani d’oggi, a cura della fiamminga Lies Lavrijssen, è stato un vero e proprio caso letterario. Curiosamente, si è trattato dell’unica traduzione sussidiata dal Vlaams Letterenfonds tra 2019 e 2021. Il lavoro è stato molto criticato per la espunzione dei nomi del profeta Mohammed e di suo genero Alì, omessi per non ferire i lettori di fede islamica. Se è lecito affermare che la miglior pubblicità, come sapeva molto bene Marinetti, è quella gratuita, non credo che il libro sia stato un successo editoriale. Lavrijsen non aveva molta esperienza nella traduzione dall’italiano, e Dante forse non si presta alla street language.

 

Generi ed autori

Tra i titoli tradotti troviamo molte opere di autori contemporanei, alcuni celebri a livello europeo, come Silvia Avallone (Un’amicizia), Alessandro Baricco (The game), Paolo Cognetti (La felicità del lupo), Donatella Di Pietrantonio (Borgo Sud), Elena Ferrante (La vita bugiarda degli adulti), Paolo Giordano (Le cose che non voglio dimenticare), Nicola Lagioia (La città dei vivi), Paolo Maurensig (Il diavolo nel cassetto), Matteo Righetto (L’ultima patria), Sandro Veronesi (Cani d’estate). Fra i testi meno recenti si possono menzionare Roberto Calasso (Il cacciatore celeste, Il libro di tutti i libri), Fleur Jaeggy (una traduzione riveduta de I beati anni del castigo, Le statue d’acqua), Giorgio Bassani (Epitaffio). Non sono assenti autori di come Davide Morosinotto (La sfolgorante luce di due stelle rosse, Il fiore perduto dello sciamano di K., La più grande) che con ben tre titoli si rivela un autore di successo presso il pubblico giovane, e Christian Frascella con altrettanti gialli più o meno destinati al medesimo target. Negli ultimi anni i gialli made in Italy non hanno riscontrano un successo pari a quello dei titoli scandinavi. Comunque, Andrea Camilleri, Giancarlo De Cataldo e Roberto Saviano sono famosi (e tradotti) anche nei Paesi Bassi. 

 

Traduzioni non sussidiati dai Letterenfondsen

Sebbene la maggior parte delle traduzioni di libri seri e di comprovata qualità letteraria passi attraverso i Letterenfondsen, non mancano libri pubblicati senza sussidi pubblici, poiché, in taluni casi, il livello di reddito del traduttore supera la soglia oltre la quale non è possibile beneficiare di sovvenzioni. Fanno poi concorrenza ai Letterenfondsen i sussidi di altri enti, come è il caso delle lingue scandinave per le quali le richieste sono poco numerose perché esistono strutture locali (come Norla) che sussidiano le traduzioni dal norvegese, danese, svedese ed islandese. 

Per l’italiano, è attivo il Ministero degli Affari Esteri, attraverso l’Istituto di Cultura di Amsterdam, che nel 2021 ha reso possibile la pubblicazione di un romanzo di Giorgio Montefoschi, Il corpo, tradotto da un gruppo di studenti dell’Università di Utrecht coordinato da chi scrive. Inoltre, è stato sussidiata l’edizione – ma non la traduzione – di una nuova versione della Divina Commedia curata da Herman Jansen. Altro classico di grande importanza sono i Rerum vulgarium fragmenta del Petrarca tradotti in rima da Peter Verstegen, che già si era distinto, insieme a Ike Cialona, grazie alla sua versione del poema dantesco in terzine (2000). 

 

Testi non tradotti

Uno sguardo diverso sulle traduzioni dall’italiano è quello che si rivolge ai libri che non sono stati tradotti: un panorama ex negativo che mette in evidenza le tantissime opere che avrebbero meritato di essere tradotte e che invece non sono state prese in considerazione o sono sfuggite all’attenzione di case editrici e traduttori. Ci limiteremo, per esigenze di spazio, a menzionare alcuni scrittori di un certo successo in Italia e attivi fin dai primi anni ’80.

I Paesi Bassi hanno ignorato molti libri di Giorgio Pressburger, Nel regno oscuro e Storia umana e inumana, entrambi ispirati alla Commedia dantesca. Risultano tradotti solo i primi titoli di questo autore (e del fratello gemello Nicola), mentre il Pressburger maturo è rimasto sconosciuto. Un discorso analogo si può fare per Sebastiano Vassalli, che è noto in neerlandese solo grazie a L’oro del mondo, La chimera, Il cigno e La notte del lupo, e per Roberto Pazzi, di cui sono stati tradotti soltanto i primi tre romanzi (Cercando l’imperatore, La principessa e il drago e La malattia del tempo). Infine, tengo a ricordare autrici come Giacoma Limentani, Clara Sereni, Lia Levi e Edith Bruck, protagoniste della letteratura italo-ebraica e tuttora in attesa di traduzione. Questo brevissimo e incompleto prospetto rivela chiaramente che non sono sempre criteri di importanza letteraria a guidare il “mercato delle traduzioni”. 

 

Un futuro non troppo roseo: istantanea o falso allarme?

All’attuale situazione della traduzione è stato dedicato di recente un lungo articolo di Toef Jaeger, “I traduttori sono i canarini nella miniera”, apparso l’8 aprile scorso sul prestigioso quotidiano NRC-Handelsblad. A conclusione di una serie di interviste rivolte a traduttori e a Tiziano Perez, direttore di Letterenfonds, Jaeger constata che le traduzioni letterarie attraversano un periodo di gravi difficoltà, malgrado un aumento del 5% dei libri venduti nei Paesi Bassi e un totale di ca. 2 milioni di euro investiti a sostegno di progetti di traduzione. Non sono pochi i traduttori letterari che cambiano mestiere. Secondo l’ELV da dieci anni si traduce di meno e da meno lingue, con la conseguenza che si viene affermando “un paesaggio letterario poco fertile, in cui solo i prodotti più popolari e meglio vendibili, tradotti da un numero ridotto di lingue, sono disponibili nella nostra lingua”. Questo fenomeno colpisce anche l’inglese, poiché sempre più neerlandesi comprano e leggono libri inglesi in versione originale a prezzi agevolati grazie a internet, alle megalibrerie di Amazon ecc. In tutto ciò anche il Covid-19 ha avuto la sua parte di responsabilità. Al contempo, diminuisce il numero di recensioni di traduzioni letterarie sui giornali, di pari passo con la riduzione dei supplementi letterari. Se nel 2010 fra i cento libri più venduti c’erano ancora 15 traduzioni letterarie, nel 2021 il numero era sceso a 2 (negli ultimi anni, prima del Covid, erano 5 o 6). 

Resta da vedere come evolverà la situazione nei prossimi anni. Non si tratta solo di un calo delle traduzioni letterarie e del numero di traduttori qualificati. Bisogna anche tener conto del fatto che la retribuzione del lavoro di traduttore (sussidiato o meno) non tiene conto né dei contratti collettivi di lavoro, né dell’inflazione. Anche nelle scuole, la lettura è in grave calo e subisce la concorrenza di canali come Netflix, Disney e HBO, e di tutto quanto possono offrire i telefoni cellulari. Senza una serie di misure a sostegno della lettura, l’interesse per la buona letteratura in traduzione sembra in pericolo. Ma se anche la Bibbia viene ancora tradotta, letta e studiata da duemila anni, qualche speranza rimane…