Parigi: Viceversa, un nuovo spazio di dialogo culturale franco-italiano. Intervista a Manuela Corigliano
Autore: Paolo Grossi
Da pochi mesi è nato a Parigi Viceversa. Ne parliamo con Manuela Corigliano, fondatrice e direttrice di questo nuovo spazio di dialogo culturale franco-italiano.
Quale percorso ti ha condotto alla creazione di Viceversa?
Viceversa nasce dall’incontro tra il mio percorso personale e quello professionale. Sono italiana, vivo a Parigi da vent’anni e lavoro nel campo della mediazione culturale, della programmazione letteraria e della traduzione. Nel tempo, ho sentito il desiderio di riunire in un unico progetto i temi e gli ambiti che attraversano il mio percorso e il mio lavoro: un dialogo culturale franco-italiano contemporaneo, vivo, trasversale, capace di mettere realmente in relazione autori, editori, traduttori, lettori, luoghi e idee. Dopo tanti anni di esperienze professionali significative, ho sentito il desiderio di mettere le competenze, le relazioni e lo sguardo maturati nei miei ambiti di specializzazione al servizio di un progetto culturale strutturato, capace di favorire nuove connessioni e nuove forme di dialogo tra i due paesi.
Viceversa prende forma attraverso una programmazione di incontri ed eventi letterari aperti al pubblico, tavole rotonde, conferenze e collaborazioni con librerie, case editrici, istituzioni e luoghi culturali, ma anche attraverso format più trasversali e conviviali — passeggiate e cene letterarie, percorsi tematici e progetti su misura — concepiti tanto per il pubblico quanto per partner culturali, istituzioni e aziende, con l’obiettivo di creare nuove modalità di incontro e di condivisione intorno ai libri e alle culture francese e italiana.
Ho voluto immaginare uno spazio che riflettesse anche gli aspetti più vivi e contemporanei del dialogo culturale tra Francia e Italia: la creazione, la traduzione, le trasformazioni linguistiche e sociali, la circolazione delle opere e delle idee, senza perdere il legame con il patrimonio letterario e culturale che continua ad alimentare questo dialogo.
Viceversa nasce proprio da quest’ambizione: creare uno spazio di circolazione, confronto e scoperta, che permetta di costruire ponti tra le scene culturali francese e italiana.
Il nome stesso del progetto riflette questa volontà di reciprocità: non un dialogo a senso unico, ma uno scambio continuo di sguardi, influenze e prospettive.
Come si colloca Viceversa in un panorama parigino già ricco di istituzioni, associazioni e librerie italiane? Quali sono le sue ambizioni?
Parigi dispone già di una presenza culturale italiana molto ricca e dinamica, ed è proprio questo uno degli aspetti che rende la città così fertile. Viceversa non nasce quindi per sostituirsi a ciò che esiste già, ma piuttosto per inserirsi in questo ecosistema proponendo un approccio complementare.
Il progetto si distingue innanzitutto per il suo carattere trasversale e indipendente. Viceversa non è legato a una singola istituzione o disciplina, ma si costruisce attraverso il dialogo tra letteratura, editoria, traduzione, pensiero contemporaneo e pratiche culturali. Uno degli aspetti centrali del progetto è inoltre la volontà di creare collaborazioni e sinergie con realtà culturali già esistenti, francesi e italiane, favorendo connessioni tra luoghi, pubblici e interlocutori diversi. Viceversa è stato pensato fin dall’inizio come un progetto mobile e diffuso, capace di svilupparsi in spazi differenti per natura e collocazione, a Parigi ma anche oltre, con l’idea di costruire una presenza culturale capillare e aperta.
Un altro aspetto importante di Viceversa è la volontà di favorire la circolazione delle opere, delle idee e dei percorsi tra Francia e Italia, creando occasioni di incontro e di confronto attorno alla letteratura, alla traduzione e alle pratiche culturali contemporanee. Mi interessa in particolare lavorare sui modi in cui testi e autori attraversano lingue e contesti diversi, ma anche interrogare il modo in cui la letteratura dialoga con le trasformazioni sociali e culturali contemporanee.
L’ambizione di Viceversa è quella di diventare progressivamente uno spazio di riferimento per chi si interessa alle culture francese e italiana, con un’attenzione sempre forte alla qualità curatoriale degli incontri e dei contenuti proposti.
Quali le prime iniziative in programma?
Nei suoi primi mesi di attività, Viceversa ha già avviato diverse collaborazioni e iniziative che riflettono questa volontà di creare dialoghi e scambi tra Francia e Italia.
Negli ultimi mesi ho avuto occasione di organizzare e moderare diversi incontri letterari a Parigi, con autori come Michela Marzano, Carlotta Clerici, Philippe Vilain ed Elena Rui (candidata al Premio Strega 2026) — voci che incarnano perfettamente quella dimensione di attraversamento culturale e linguistico che è al centro del progetto.
Viceversa sta inoltre sviluppando un ciclo di conferenze ospitate da La Libreria, partner attento e sensibile, che desidero ringraziare per aver accolto e sostenuto il progetto fin dai suoi inizi.
Viceversa si racconta anche attraverso il sito e Instagram, concepiti come spazi di visibilità e di dialogo intorno alle attività e all’universo del progetto.
Parallelamente, sto lavorando a sviluppare una rete di relazioni e di collaborazioni con librerie, case editrici, istituzioni culturali, aziende, e partner pubblici e privati, in Francia e in Italia, con l’obiettivo di creare nuove occasioni di incontro intorno al progetto.
Progetti per il futuro…?
Nei prossimi mesi, l’obiettivo sarà innanzitutto quello di continuare a consolidare e ampliare la rete di relazioni, collaborazioni e sinergie che si sta costruendo intorno a Viceversa, in Francia e in Italia.
Un’altra direzione importante sarà quella di sviluppare una programmazione sempre più regolare e diversificata, capace di alternare proposte più tradizionali e format più innovativi, con anche eventi conviviali e progetti più trasversali (anche legati alla valorizzazione dei territori e del savoir-faire dei due paesi), mantenendo sempre una forte attenzione alla qualità dei contenuti e delle esperienze proposte.
Mi interessa inoltre continuare a far crescere una vera community intorno al progetto: un pubblico curioso, fedele e partecipe, che possa ritrovarsi tanto negli eventi quanto negli spazi digitali di Viceversa. In questo senso, il sito e Instagram avranno un ruolo sempre più importante nel raccontare il progetto, accompagnarne le attività e creare un dialogo continuo con chi lo segue.
Tra i prossimi sviluppi ci sarà anche la volontà di iniziare a proporre alcuni format online, così come di portare progressivamente Viceversa oltre Parigi, attraverso collaborazioni ed eventi in altri territori francesi e italiani.
E poi ci sono alcuni progetti più ambiziosi a cui sto già lavorando per l’autunno prossimo — ancora in fase di costruzione, ma che riflettono bene la direzione verso cui Viceversa desidera andare nei prossimi anni.
📍 www.viceversa2026.com
📍 Instagram : @viceversa.2026