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Il libro italiano nel mondo

Da non perdere

Approfondimenti

  • Il libro italiano in Norvegia

    La storia della letteratura in Norvegia comincia in epoca relativamente recente, ed altrettanto si può dire, di conseguenza, anche la storia della letteratura tradotta. La letteratura norvegese, infatti, fiorisce soprattutto dalla seconda metà dell’Ottocento in poi, dopo un lungo periodo di quattrocento anni di unione della Norvegia con la Danimarca. Fino ad allora la lingua scritta era stato il danese e Copenhagen era non solo la capitale politico-amministrativa dello Stato, ma anche quella culturale e letteraria. Durante il secolo diciannovesimo, la Norvegia cominciò a sviluppare una letteratura e una lingua proprie, in particolare una lingua denominata «nynorsk» ovvero neonorvegese, una forma di scrittura più vicina al parlato della versione che derivava dal danese, il «bokmål – la lingua dei libri». È così che tutt’oggi esistono in Norvegia, oltre alla lingua dei sami, due lingue ufficiali, entrambe utilizzate anche nelle traduzioni di libri stranieri. Fu anche nel XIX secolo che nacquero le prime case editrici norvegesi. Questo piccolo cenno di storia letteraria e linguistica norvegese spiega come mai la storia del libro italiano in Norvegia sia piuttosto breve. 

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  • La Divina Commedia in altre lingue (seconda parte)

    Nei primi sessant’anni del Novecento escono traduzioni in una varietà di versi (alessandrini, deca-dodecasillabi, liberi), variamente rimati e non rimati, da parte di traduttori di diversa fisionomia.

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  • Intervista a Viviana Vuscovich, rights manager, gruppo GeMS

    Viviana Vuscovichright manager del gruppo GeMS, fa il punto sulla situazione attuale del mercato dei diritti, dopo la pandemia.

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  • Intervista a Cecilia Schwartz (Università di Stoccolma): il libro italiano in Svezia

    Cecilia Schwartz è professore associato di letteratura italiana all’Università di Stoccolma. Si è occupata degli aspetti transnazionali della letteratura italiana, dalla figura del mediatore letterario alle immagini dell’italianità. Ha pubblicato numerosi saggi sulla traduzione, circolazione e ricezione di opere italiane in Svezia, tra cui il volume Libri in viaggio. Classici italiani in Svezia (Stoccolma 2013), curato insieme a Laura Di Nicola. L’editore Carocci ha pubblicato pochi mesi fa il suo libro La letteratura italiana in Svezia. Autori, editori, lettori (1870-2020) in cui viene presentato un quadro esaustivo, unico del suo genere, della presenza del libro italiano in Svezia in un arco temporale di un secolo e mezzo.

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  • Raffaele La Capria in francese

    Una rassegna delle traduzioni delle opere di Raffaele La Capria in lingua francese.

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  • Intervista a Alex Valente, traduttore letterario dall’italiano verso l’inglese

    Alex Valente, europeo, vive nei territori Musqueam, Squamish and Tseleil-Waututh, noti anche come Vancouver, BC È traduttore letterario dall’italiano all’inglese e viceversa, ma anche talora dal francese e recentemente lavora soprattutto con i giochi di ruolo. È co-redattore del “The Norwich Radical”. Suoi lavori sono stati pubblicati su “NYT Magazine”, “The Massachusetts Review”, “The Short Story Project”, “PEN Transmissions”, EuroLitNet come The Italianist. Contatti: alexvalente.fyi o su Twitter as @DrFumetts.

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  • Grazia Deledda in altre lingue

    Le opere di Grazia Deledda (Nuoro, 1971 – Roma, 1936), l’unica scrittrice italiana premiata dal Nobel per la letteratura (1926), hanno conosciuto all’estero un successo a fasi alterne. Gli anni che precedono e seguono l’assegnazione del premio sono quelli in cui le edizioni straniere sono più numerose. Se l’attenzione successivamente diminuisce in questi ultimi tempi si è assistito, in diversi Paesi, ad un risveglio di interesse. I suoi titoli più tradotti sono: Anime oneste (1895), Elias Portolu (1900/1903), Cenere (1904), Canne al vento (1913), La madre (1920) e Cosima (pubblicato postumo nel 1937).

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  • Le Lezioni sulla traduzione di Franco Fortini

    Tra il 20 e il 23 novembre del 1989 Franco Fortini tiene quattro lezioni sulla traduzione all’Istituto di Filosofia di Napoli. Il poeta è infatti anche traduttore, fin dagli anni della Seconda guerra mondiale, quando, costretto a rifugiarsi in Svizzera per via delle origini ebraiche e delle sue convinzioni politiche, si dedica alla traduzione di poesia. Tornato in Italia dopo la caduta del regime fascista, partecipa attivamente alla vita culturale del paese. Sono anni di grande fermento che vedono la nascita di importanti riviste letterarie come Il Politecnico a cui Fortini collabora non solo come redattore, ma anche come traduttore e revisore di traduzioni altrui.

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